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Rassegna: Il Cittadino del 24/11/2012

lunedì 26 novembre 2012 | ,





Rassegna Stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le principali notizie relative alla nostra Città in edicola Sabato 24 Novembre 2012, sul Cittadino - Valle del Seveso.


Zona stazione: si cambia Sensi unici e fermate bus
Con la partenza del nodo d'interscambio ferroviario arrivano molte novità nella zona di via Santo Stefano

Il 9 dicembre Cesano diventerà nodo d'interscambio ferroviario tra la Milano-Asso e la rinata Seregno-Saronno: l'ufficio tecnico è già al lavoro. A coordinare il tutto c'è in particolare Pietro Nicolaci, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, che per l'area della stazione di via Santo Stefano ha in serbo una nuova viabilità, servizi più funzionali e il rispetto della mobilità dolce. Tradotto in termini pratici ecco come: «Via San Martino diventerà a senso unico di marcia in direzione corso Libertà - spiega Nicolaci - in questo modo la carreggiata potrà essere in parte destinata a pista ciclo-pedonale, parcheggi, transito alle auto e saranno preservati 70 centimetri tra le proprietà e la sede stradale, per garantire un percorso protetto». Nicolaci è conscio che il cambiamento non sarà semplice: «Ma d'altronde è inserito nel piano del traffico, capisco che i residenti potranno non essere contenti, ma valuteremo alcuni accorgimenti». Come l'introduzione del disco orario, a parte magari la fascia oraria del mezzogiorno, evitando la sosta ai pendolari diretti in stazione e impattando il meno possibile sugli abitanti, costretti a lasciare l'auto in strada, perché magari non hanno un box.
«Un ruolo importante in tutto questo l'ha sicuramente l'area Talamoni in via Solferino - sottolinea Nicolaci - La nostra intenzione è aprire lo spazio, nella porzione già prevista comunale nel progetto di riqualificazione, e ricavare circa 200 parcheggi. Abbiamo già incontrato la famiglia, si è detta disponibile, attendiamo un documento scritto per formalizzare la cosa e poi a ruota partirà tutto il resto». Le novità in via Santo Stefano però non finiscono qui.
«É iniziato l'intervento per la creazione di tre fermate per gli autobus di linea. In questo modo vogliamo venire incontro all'esigenza anche di chi raggiunge la stazione con i mezzi pubblici. Inoltre sul fronte stradale opposto alle fermate stiamo valutando se creare degli stalli di sosta riservati ai portatori di handicap. É una questione di misure, insomma bisogna capire se ci sono gli spazi. In questo modo ridurremo al minimo la distanza tra la stazione e chi ha difficoltà di movimento».
Nicolaci poi strizza l'occhio al parcheggio sopra il centro commerciale "Il Gigante": «Per quanto ne so, è di gran lunga sottoutilizzato. Certo non è proprio attaccato alla stazione, ma sono due passi e questo ci consentirebbe insieme all'area Talamoni e alla nuova viabilità di decongestionare la zona dalla presenza di centinaia di auto ogni giorno».
Cristina Marzorati


IL SALDO AL 5,3 PER MILLE
Imu, l'aliquota sale come le polemiche. Romano: «Troppo»

Il saldo Imu fa discutere il web come la vita reale, in particolare a Cesano, dove in tanti gridano "al salasso". Si avvicina la data per il pagamento del saldo dell'Imposta, 17 dicembre, e molti hanno scoperto che pagheranno cifre importanti. D'altronde è una questione di numeri: l'aliquota dell'acconto per la prima casa è stata del 4 mille, mentre per il saldo è 5,3 per mille. «Una decisione presa dal commissario prefettizio Adriana Sabato - tiene a precisare Gigi Ponti - che a ruota ha vincolato l'intero bilancio. Apportale modifiche significava stravolgere completamente il quadro degli interventi e quindi per quest'anno non abbiamo fatto cambiamenti». «Peccato che Cesano abbia l'aliquota sulla prima casa tra le più alte della Brianza - ribatte decisa la capogruppo della Lega Nord Marina Romano - Insomma in tanti da Desio, Paderno, Monza, Lissone, Barlassina hanno confermato il 4 per mille, solo a Lazzate passerà al 5 per mille, mentre Cesano è al 5,3 per mille, superata da Senago col 5,7 per mille». L'argomento ha tenuto banco anche durante l'ultima commissione bilancio, dove sempre Romano ha avuto qualcosa da ridire in merito a una variazione di bilancio definita "fondo sperimentale di riequilibrio". «Si tratta di un risparmio sull'Imu di 419mila euro - tuona - Visto che si sono risparmiati tutti questi soldi sull'acconto, perché non abbassare l'aliquota a saldo?». «Impossibile - replica il vicesindaco Pietro Nicolaci, come ha fatto in commissione - è un'operazione contabile dettata dalla legge. Nell'essere stati prudenziali nel conteggio, a differenza di altri comuni, il governo ha riscontrato un rimborso, che per legge deve essere destinato all'abbattimento dei mutui. L'abbiamo fatto per 391mila euro e i soldi restanti li destiniamo ad opere e servizi sociali».
Cristina Marzorati


LE SCELTE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Ecco i cinque comparti che resteranno verdi

«So che i privati non saranno contenti, ma abbiamo applicato una semplice regola: la trasformazione delle aree verdi è stata accettata solo se nel Prg erano già edificabili». Per questo nell'illustrare il Pgt, Luca Vaghi ha annunciato lo stralcio dell'ambito di trasformazione di via Friuli al Villaggio Snia, dove dei boschi privati dovevano diventare un centro benessere. Lungo la tangenziale per Desio, non lontano dalla rivendita sedie e tavoli "Pozzoli", un'area di più proprietari resterà verde così come un campo in via Turati a Cascina Gaeta. Anche in via Caprera, traversa di via San Carlo vicino alla superstrada, un grande campo verde rimarrà tale. Non ci saranno cambiamenti nemmeno per l'ex oratorio femminile in centro. La comunità pastorale Pentecoste non si è dimostrata interessata alla trasformazione in residenziale e così il Comune chiede solo il parziale abbattimento del muro di cinta, per un collegamento ciclo-pedonale travia Dante e corso Roma. Anche il Comune ha "sacrificato le volumetrie", rinunciando alla destinazione residenziale della superficie di via Serchio a Molinello, exBusatto, destinandola a orti su progetto innovativo di alcuni architetti.
Cristina Marzorati


SI FARÀ ALTROVE
Cancellata la scuola media al Villaggio

Nel Pgt non ci sono soltanto aree residenziali, industriali o terziarie, una parte importante la giocano i servizi e in particolare le scuole. Ne ha parlato ampiamente l'assessore Luca Vaghi durante l'ultima commissione territorio, in cui ha annunciato che: «É stata stralciata la costruzione della scuola media nell'area delle ex baracche al Villaggio Snia, che resterà uno spazio verde. Il Comune ha inoltre sacrificato una propria superficie alla Sacra Famiglia e precisamente in viale Umbria, l'area poteva diventare residenziale. Qui invece sorgerà la scuola elementare». E la media stralciata alla Snia? «Si farà in fondo a corso Libertà. Alle porte dell'Oasi Lipu esiste un vasto campo verde, bene pensiamo di collocare qui l'istituto». Un luogo strategico a cavallo tra il centro, il Villaggio Snia e non lontano dalla Sacra Famiglia.
Cristina Marzorati


LA SCELTA
Un piano casa per permettere i piccoli lavori

«Adottare il Pgt entro fine anno, è difficile, così com'è improbabile approvarlo entro i primi mesi del 2013, per questo proponiamo il "Piano casa"». Così Luca Vaghi, assessore all'Urbanistica, in merito all'impossibilità di concludere in tempi brevi l'iter di approvazione del Pgt, passaggio fondamentale perché a gennaio il Prg non avrà più effetto e senza uno strumento urbanistico, l'edilizia cesanese si paralizzerà e a cascata il Comune non introiterà più gli oneri di urbanizzazione. «La giunta regionale non c'è più - sottolinea Vaghi - non ci saranno quindi proroghe, per questo applicando il "Piano casa" possiamo almeno concedere la realizzazione di piccoli interventi, tipo la trasformazione della bottega artigianale in appartamento. Questo consentirà sino a fine 2013 d'introitare un minimo di oneri per la manutenzione del territorio».
Cristina Marzorati


Ex aree industriali Servizi e abitazioni dalla Snia alla Rho
Nel piano del territorio della giunta Ponti le aree da costruire si riducono da 14 a 9

«Tutto ruota attorno al Villaggio Snia, qui si gioca il futuro di Cesano Maderno». Parla chiaro Luca Vaghi, assessore all'Urbanistica, descrivendo i passaggi chiave del Piano di governo del territorio firmato dall'amministrazione Ponti. Innanzitutto gli ambiti di trasformazione, aree in cui saranno realizzate nuove costruzioni, non sono più 14 ma 9 e tra questi due particolarmente importanti si trovano al Villaggio Snia.
«In piazza Risorgimento (al centro della frazione in zona centro anziani) l'ex Snia diventerà un'area con destinazione a terziario, mentre il resto del comparto sul fronte di via Venaria Reale sarà residenziale, ma abbiamo notevolmente ridotto l'edificato, -precisa Vaghi - Inoltre è prevista la cessione di una palazzina di quattromila metriquadrati a uso pubblico e vi assicuro, qui saranno aperti servizi essenziali, che spingeranno il resto di Cesano a rivolgersi alla Snia». Vaghi non entra nel dettaglio, ma in passato qui si era parlato de trasferimento di uffici come edilizia privata, urbanistica, una sede distaccata dell'anagrafe e persino il comando della polizia locale.
Un altro ambito chiave è l'ex salumificio Rho in via Cavour a Binzago. Qui la destinazione è residenziale, l'amministrazione comunale pensa anche di chiedere agli operatori la costruzione di un ponte sul Seveso, sul fronte di corso Roma e inizialmente ciclo-pedonale. «Il nuovo edificato -prosegue l'assessore - sarà caratterizzato da palazzine contenute e appartamenti più ampi, il mercato non chiede più costruzioni con piccole unità». In centro a Cesano, precisamente in piazza Napoli, l'ex Cesaplast diventerà residenziale: anche qui si è ridotto il potenziale degli abitanti ed è stato stralciato il progetto iniziale di chiedere all'operatore la costruzione del posteggio interrato in piazza XXV Aprile, davanti alla posta. In via Grigna invece, a Binzago, traversa di via Manzoni, oggi si trova una trancia di legnami, in futuro la superficie diventerà residenziale con una vasta area a verde e un bosco che diventeranno a uso pubblico. In via Dei Mille, al quartiere Liate, dove oggi si sta costruendo il semaforo anti-incidenti, sorgerà un complesso residenziale: «Tra le opere che si chiederanno al privato - sottolinea l'assessore - ci sarà anche una rotatoria risolutiva del problema intersezione con via San Carlo».
In via Serraglio, piccola stradina del quartiere di Molinello sotto il cavalcavia della superstrada, si è preferito puntare sul terziario. «Siamo vicini alla Milano-Meda - spiega Vaghi - non ha senso costruire delle case, meglio qualcosa di diverso magari che so un albergo». Infine in via Ticino, alle spalle del noto locale pubblico "Disco Italia", a Molinello, saranno realizzate nuove abitazioni e lo stesso accadrà anche in via Mariani, piccola stradina non lontano da via Locatelli, a ridosso dei binari della Seregno-Saranno.
Cristina Marzorati


Scuolabus 
Non si cambia Bonfanti: darò battaglia

Se non si trattasse di un tema delicato, il trasporto scolastico, se non coinvolgesse un'impresa locale, la Saab, potrebbe essere la perfetta commedia degli equivoci. Invece è più reale che mai il continuo scendere e salire dagli scuolabus degli studenti di Cesano Maderno, perché se la Golden-Pozzoli alle porte di settembre si era aggiudicata il servizio, se la Saab aveva poi vinto il ricorso al Tar, se anche il Consiglio di Stato in prima battuta aveva dato ragione all'azienda cesa-nese, ora entrando nel merito lo stesso Consiglio di Stato ha fatto retromarcia e i bus che viaggiano sulle strade cesanesi, possono essere soltanto della Golden-Pozzoli. Franco Borianti, tra i titolari della Saab, promette battaglia e sente puzza di bruciato:
«Come può il Consiglio di Stato contraddirsi dopo sole due settimana? Assurdo. Ho già depositato controricorso al Tar della Lombardia. Non è possibile confermare la sospensione dell'assegnazione alla Golden, come aveva fatto il Tar, e poi quando si entra nel merito della sentenza, ritenere che è meglio tutelare il trasporto piuttosto che l'azienda e tutto cambia ancora. Il Consiglio di Stato non ha capito, il servizio non è mai stato sospeso. Dopo la sentenza del Tar siamo subentrati noi, ma questo forse non lo sanno? Scriverò al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e al ministro di Giustizia, chiederò i danni. Qui si sta evidentemente soffocando un imprenditore locale».
Cristina Marzorati

Rassegna: Il Cittadino del 17/11/2012

lunedì 19 novembre 2012 | ,





Rassegna Stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le principali notizie relative alla nostra Città in edicola Sabato 17 Novembre 2012, sul Cittadino - Valle del Seveso.


Don Borghi, la scuola continua a fare acqua
Dopo diversi interventi, il problema delle infiltrazioni alla elementare di Binzago non si è risolto I genitori protestano, i bimbi sono costretti a dividersi le aule. Ora ci sono guai anche in palestra

Perché continua a piovere all'interno della scuola elementare "Don Borghi" di Binzago? Un mistero che i genitori degli alunni sperano si risolva. Pietro Nicolaci, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, non si spiega come mai Ù plesso continui a fare acqua da tutte le parti, o quasi. Perché se fino a un paio d'anni fa, quando al governo di Cesano c'era una giunta Pdl-Lega Nord, era soltanto un'aula al primo piano a preoccupare, ora si registrano infiltrazioni anche in palestra. «Durante l'estate - spiega il vicesindaco - abbiamo incaricato un lattoniere di sistemare buona parte del tetto. É stata un'operazione lunga e pensavamo di aver chiuso ogni falla o spazio da dove filtrava l'acqua, invece ci siamo ritrovati ancora col problema». Un fastidioso gocciolare, sempre nella stessa classe: «Che oltretutto non si presenta appena piove, possono passare anche due o tre giorni e, quando tutto sembra risolto, l'acqua si ripresenta puntuale».
Un disagio che sta costringendo gli alunni a occupare aule divise a metà e preoccupa i genitori. Se dovesse verificarsi un'ondata di maltempo anomala o particolarmente intensa, non ci sarebbero più spazi per collocare i bambini. E allora?
Eppure nel piano triennale delle opere pubbliche, approvato dalla giunta Romano, erano inclusi anche 109mila euro per la sistemazione del tetto della "Borghi".
Il progetto era vincolato a un finanziamento sovra-comunale, alla fine mai ottenuto. I soldi non sono arrivati, ma il problema non è certo sparito. Del caso se n'era occupato persino il commissario prefettizio, Adriana Sabato. Durante gli ultimi mesi della sua amministrazione, all'interno della scuola erano stati provocati addirittura degli allagamenti. «I lavori sul tetto sono iniziati e si sono conclusi come previsto - aveva dichiarato a gennaio Sabato dalle colonne del nostro giornale - ma purtroppo si sono registrate ancora delle infiltrazioni. Per evitare di arrecare disagio all'attività didattica, si è preferito lasciare l'aula ancora vuota Tecnicamente si stanno provocando degli allagamenti, per capire dove si deve intervenire, per sistemare definitivamente l'aula». Ma la questione è ancora lì: carica di tutti i suoi guai.
Cristina Marzorati


Orti da condividere: è il sabato del Villaggio
Progetto alla Snia per trasformare gli spazi verdi comuni. La coop Le Stelle coinvolge molte realtà -idea è quella di creare rapporti tra le persone con la semina e il raccolto in luoghi fonte di cibo

Sabato scorso Palazzo Borromeo ha ospitato un convegno per spiegare alla cittadinanza l'esperienza ed il funzionamento degli "Orti condivisi". Questa proposta è parte di un più complesso progetto che la cooperativa sociale Le Stelle sta promuovendo al Villaggio Snia, considerato un vero e proprio "cantiere" ideale per sperimentare iniziative volte a creare dinamiche che possano ripristinare un tessuto sociale che attualmente presenta problematicità.
Una delle idee de "Il sabato del Villaggio" è proprio "Coltiviamoci! - iniziative di agricoltura urbana e orto diffuso". L'obbiettivo è quello di trasformare tutti gli spazi verdi comuni e fertili della Snia come luogo per la realizzazione, la gestione e l'utilizzo in forma comunitaria di orti, micro-serre e piantumazione di alberi da frutta. Attraverso il contributo dell'istituto agrario di Limbiate, Castiglioni, la cooperativa potrà contare su studi, progettazione partecipata, consulenza affidabile in materia delle direttive vigenti per poter coltivare le aree verdi dismesse o attualmente incolte.
La cooperativa prevede quindi di realizzare momenti comuni di semina, cura, attesa e raccolto, e cementificare i rapporti tra le persone attraverso l'idea che sia nell'interesse di tutti preservare quei luoghi identificati come fonte di cibo.
IL CIBO FILO CONDUTTORE
Il cibo è proprio il filo conduttore dell'intero progetto "Il sabato del Villaggio", un progetto su base triennale. «Il nostro intento è quello di emergere dalla crisi partendo dal basso - spiega la presidentessa della cooperativa Le Stelle Daniela Spotti - noi non siamo per un assistenzialismo puro e fine a se stesso, abbiamo programmato una serie di interventi con il fine di creare coesione attraverso il cibo».
REALTÀ COINVOLTE
Come ente capofila di questo progetto, che coinvolge anche Auser, Circolo Arci Curiel, Comune, Snia Immobiliare, Sodexo, Primo circolo didattico, Istituto agrario Luigi Castiglioni, istituto Elsa Morante ed Istituto superiore Iris Versari e, ovviamente, la cooperativa Le Stelle intende creare attraverso gli orti condivisi un processo di integrazione. Step successivo, dopo la prima raccolta, sarà il coinvolgimento delle famiglie sniesi (è in corso il tentativo di creare una rete attraverso i bambini della primaria Mauri, fondamentale non solo per la gestione degli orti) nel trasformare i frutti della terra in prodotti che potranno trovare spazio sulle bancarelle di un mercato periodico in cui saranno venduti sotto il marchio "Il sabato del Villaggio".
Gionata Panseri


Multe ai commercianti per tende e tavolini
Per la tassa sull'occupazione del suolo pubblico il Comune controlla se il pagamento è in regola All'Ufficio ragioneria, dopo la gestione Caam, non tornano i conti: su 100 esercizi 20 sanzionati

Da circa un mese la Polizia locale sta facendo controlli a tappeto per appurare se i commercianti ce-sanesi hanno pagato la Tosap, la tassa per l'occupazione del suolo dovuta per tende, tavolini e vasi quando posti dove c'è pubblico passaggio. Fino al 2001 questa tassa veniva riscossa tramite invio di un cedo-lino da parte del Comune. Oltre quella data il servizio era stato affidato al Caam, poi chiuso. Poi il Comune aveva preferito tornare a gestire personalmente le pratiche. Questo periodo di "interregno" risulta però di fatto un limbo. I conti infatti non sono tornati all'Ufficio Ragioneria, che ha deciso di avviare i controlli di routine avvalendosi del supporto della Polizia locale. Risultato: in queste settimane uh agente della locale ha infatti battuto a tappeto le vie Volta, Roma e corso Libertà e su cento esercizi controllati venti non sono risultati in pari con i pagamenti della Tosap.
Per loro è arrivato un verbale di 50 euro e la richiesta di regolarizzare la posizione degli ultimi cinque anni. Inevitabile il malumore tra gli esercenti, che in loro difesa spiegano di non aver più versato nulla perché nulla era più stato loro richiesto. Tra i commercianti che sono stati multati è singolare il caso di Giusy Cucinella, (foto) titolare di Magic Flower, che ha rilevato il negozio in corso Libertà nel gennaio 2012. «Io sono qui da pochi mesi, ho svolto tutta la burocrazia del caso, Esatri, Comune, uffici vari, mi hanno solo richiesto le piantine con le planimetrie del negozio per poter calcolare la Tarsu, nessuno mi ha mai parlato di occupazione di suolo pubblico - spiega - settimana scorsa il controllo della Polizia locale ed il verbale di 50 euro. Nessuno dice di non pagare le tasse, ma in questo modo non mi sembra corretto. Cosa significa poi la regolarizzazione dei cinque anni precedenti? Io non ero neppure qui. È solo un modo di incassare soldi sul lavoro dei commercianti».
Il comando di Polizia locale spiega comunque che il pagamento della Tosap è dovuto solo per il periodo in cui si è titolari dell'esercizio. I controlli degli agenti proseguiranno a tappeto su tutta la città anche nei prossimi mesi.
Gionata Panseri

Rassegna: Il Cittadino del 10/11/2012

domenica 11 novembre 2012 | ,





Rassegna Stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le principali notizie relative alla nostra Città in edicola Sabato 10 Novembre 2012, sul Cittadino - Valle del Seveso.


Depuratore ex Nyistar: no all'ampliamento
Il Tar accoglie il ricorso di Comuni, comitati e cittadini contro decreto regionale favorevole alla Bte La gioia di chi ha combattuto per anni: «Qui in termini di ambiente abbiamo già dato abbastanza»

No alla trasformazione del depuratore dell'ex Nylstar in via Groane in un centro per lo smaltimento di fanghi industriali.
L'hanno chiesto per anni i comitati civici e le amministrazioni comunali, ora l'ha sentenziato il Tar, accogliendo il ricorso di Comuni, associazioni e gruppi di cittadini contro il decreto regionale che concedeva alla Bte, società specializzata nel trattamento di rifiuti, il potenziamento dell'impianto. Il tribunale amministrativo regionale ha preso in seria considerazione tutte le motivazioni aggiunte presentate da "Comitato civico Snia", "Insieme per il Villaggio" e "Più Limbiate meno cemento", emettendo una sentenza che si è basata su tre punti chiave, come spiega Edgardo Zilioli portavoce del "Comitato civico Snia": «L'impianto di via Groane è stato realizzato nel 1978, in deroga alle leggi del Parco, per proteggere l'area verde dalle emissioni dell'ex Nylstar ed era al servizio esclusivo del comparto industriale, insomma non poteva trattare rifiuti provenienti da terzi, come invece chiedeva la Bte. Ancora l'impianto si trova all'interno di un Sic, sito d'interesse comunitario, e poi la Bte al momento della presentazione di richiesta di Via, non era proprietaria dell'impianto, lo è diventata in seguito partecipando all'asta fallimentare dell'ex Nylstar».
«Credo che in termini d'inquinamento e di malattie questa zona ha già dato abbastanza - incalza Natale Zappetta "Insieme per il Villaggio" - In termini ambientali il Parco impone dei vincoli, che non devono rispettare soltanto i singoli cittadini. Temi che ha portato avanti con forza il "Comitato civico Snia", il primo a seguire il caso, e a tal proposito rammento che Bruna Salomoni è stata tra i primi promotori della raccolta firme». Non può che cantare vittoria anche Mauro Varisco di "Più Limbiate meno cemento": «Siamo arrivati a questa conclusione grazie a un insieme di sinergie. La sentenza ha preso in considerazione tutte le motivazioni aggiunte e perplessità di noi comitati e sottolinea come alla base sia mancata la fase partecipativa».
Il caso è chiuso? Per Zilioli la parola fine si potrà scrivere solo quando sarà affrontato il problema del collettore. Al servizio anche del comparto industriale di via Groane, azzererebbe la necessità dell'impianto di depurazione.
«Le scelte politiche a volte impiegano anni per essere realizzate - sottolinea Massimiliano Bevacqua, consigliere incaricato all'ambiente - Sul tema l'attenzione rimane alta. Sul tavolo qualcosa c'è già, ci stiamo facendo un ragionamento. Comunque mi sento di dichiarare fermamente che quell'impianto è stato realizzato in deroga alle leggi del Parco ed è al servizio esclusivo del comparto industriale, così deve rimanere. In via Groane non arriveranno mai rifiuti al di fuori del comparto».
Cristina Marzorati


LE PAROLE DEL LEGALE DELLA BTE
La società pensa al ricorso

Giuridicamente è ancora presto per scrivere la parola fine sul caso Bte. La società, tramite il suo legale, conferma l'intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, che dà ragione a Comuni, associazioni e cittadini. «Per ricorrere in appello - spiega il legale Giuseppe Gianni di Milano - abbiamo tempo 60 giorni dalla notifica dell'atto e 6 mesi in caso non sia notificato direttamente. La sentenza risale a inizio settimana, quindi non ci siamo ancora mossi in tal senso». Quali sono gli estremi per il contro ricorso? «Secondo il Tar l'istruttoria dell'ufficio regionale è contraddittoria, a nostro parere il decreto regionale, che consentiva il potenziamento dell'impianto, è corposo, non si tratta mica di una pagine tt a. La Regione ha ritenuto che la struttura fosse compatibile con le norme urbanistiche, ambientali e paesaggistiche, oltretutto non si trattava di costruire un nuovo impianto, ma di potenziarne uno già esistente. A nostro parere ci sono tutti gli estremi per presentare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar».
Cristina Marzorati


LA VICENDA
La battaglia dal 2005 poi le firme

Nel 2005 la Bte, azienda specializzata nel trattamento di rifiuti, presenta in Regione una richiesta di Via (Valutazione impatto ambientale) per potenziare l'impianto di depurazione in via Groane al Villaggio Snia. Nel 2006 sia la Direzione Generale Reti e Servizi regionale sia la Provincia di Milano dicono no, ma la Regione dichiara la compatibilità ambientale. Comitati, Comuni e Provincia si rivolgono al Tar. Nel 2007 scatta una petizione sottoscritta da 1600 firme. Nel 2008 la Bte acquista all'asta fallimentare dell'ex Nylstar l'impianto di via Groane. Nel 2011 la Bte richiede di poter realizzare un nuovo impianto e la Provincia di Monza e Brianza rilascia il parere paesaggistico, nonostante il no del Parco delle Groane. Nel 2012 la . Provincia di Monza subentra a quella di Milano nel ricorso al Tar e in settimana è arrivatala sentenza: il depuratore rimane al servizio del solo comparto industriale.
Cristina Marzorati


OPERAZIONE DELLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA
Il clan dei casalesi conduce in città: azienda del fotovoltaico finisce sotto sequestro

Non solo 'ndrangheta. La Brianza attira anche gli investimenti della camorra, come dimostrano i sequestri effettuati martedì dalla Direzione distrettuale antimafia in virtù di un provvedimento dell'autorità giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere, che hanno posto i sigilli alla ditta Smec di Cesano Maderno. L'operazione è stata portata a termine in contemporanea con altri analoghi sequestri preventivi effettuai a La Spezia (sede legale della società brianzola), Benevento, Roma, Napoli, Parma e Caserta, per un totale di oltre un milione di euro di beni e immobili posti sotto sequestro. Ira i vari impianti industriali e commerciali, il provvedimento emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha dunque riguardato anche la sede dell'azienda di Cesano specializzata nella produzione di impianti fotovoltaici. Secondo gli inquirenti della procura campana, infatti Pasquale Pirolo e l'avvocato Michele Santonastaso, titolari delle diverse società sottoposte a sequestro, avrebbero investito soldi dei casalesi, il famigerato clan di Casal dei Principi, in provincia di Caserta, in attività di vario genere, tra le quali appunto le cosiddette energie alternative come l'eolico o il fotovoltaico. Il provvedimento di sequestro nasce dalle indagini nei confronti di due uomini. All'avvocato, attualmente a giudizio perché ritenuto contiguo al clan dei Casalesi, oltre che per accuse di corruzione, era riconducibile l'abitazione in uso a Pirolo a Bellona, Caserta, nella quale gli investigatori della DIA avrebbero trovato elementi riconducibili a diverse società, tra le quali anche quella operante in Brianza. Non è la prima volta che si parla di infiltrazioni della camorra a Monza. La procura brianzola sta indagando su attività criminali riconducibili a un gruppo di malavitosi di origine campana, che secondo fonti investigative "riproduce gli schemi e i modelli organizzativi tipici di un clan della camorra".


Mamma e papà a scuola «Noi, più forti dei vandali»
Gli incivili rovinano l'edificio dove i loro bambini studiano Alla "Rodali" i genitori intervengono con colori e cemento

Più forti dei vandali. Sono le mamme e i papà del Comitato genitori della scuola elementare "Gianni Rodari", in via Stelvio a Molinello, pronti a rispondere con i fatti alle pareti imbrattate, ai muri rotti, agli ingressi rovinati dai soliti teppistelli.
Il primo passo è quello stato intonacare e imbiancare la lunga parente che costeggia l'ingresso principale all'istituto, fino a metà ottobre ricoperta da scritte. Peccato che qualcuno l'abbia già rovinata, provocando alla base un grosso buco, forse giocando a pallone e utilizzando la parete come porta. «I genitori - spiega il dirigente scolastico Giordano Cassetta -stanchi di ritrovarsi la scuola imbrattata, hanno deciso che a ogni atto vandalico, risponderanno sempre con nuove imbiancature e riparazioni. Insomma: chi la dura, la vince e forse i vandali finalmente getteranno la spugna».
Un impegno che va di pari passo anche con un tocco di fantasia, per rendere più piacevole lo studio ai figli. Lo dimostra il nuovo look della biblioteca scolastica, dove alle pareti i libri prendono magicamente vita e sorridono, parlano, si divertono. L'idea è sempre dei vulcanici genitori, che quest'estate hanno conosciuto Susanna Ogilari Badessi. Si tratta di una giovane mamma residente al quartiere San Bernardo. Nonostante una famiglia numerosa da tirare avanti, composta da ben tre bambini piccoli, ha trovato il tempo per impugnare pennelli e colori. Prettamente la sera, mentre i suoi bambini dormivano, lei realizzava simpatici pannelli con raffigurati libri animati, che oggi sono stati appesi alle pareti della biblioteca di via Stelvio.
«Volevo far vedere tutto ciò che di bello esce dai libri, la loro magia - racconta l'artista - con il colore e la fantasia ho voluto rallegrare questo luogo». Accanto a lei ha lavorato anche un papà, Mauro Pizzolato che si è concentrato sulla realizzazione della grande scritta "Biblioteca" disegnata su una parete.
«Non posso che ringraziare i genitori - ha sottolineato Cassetta - perché hanno rallegrato la bibliotèca, che giustamente deve essere un luogo stimolante e creativo per i bambini». Pizzolato ha anche dipinto la parete purtroppo già vandalizzata. Poco male: nella fitta tabella di marcia di un papà della scuola c'è stato subito spazio per riprendere in mano pennelli e tempera e cancellare l'ennesimo "schiaffo" dai soliti ignoti a chi dedica il proprio tempo al bene comune. I genitori sono da esempio.
Cristina Marzorati


BOTTA E RISPOSTA
Lega nord attacca gli «Amici»

Basta una frase, «libera associazione senza scopo di lucro, laica e apartitica», per accendere la polemica. Sui fronti opposti ci sono gli "Amici di Binzago" e la Lega Nord. Il Carroccio locale ha mal digerito un articolo pubblicato a pagina 2 del periodico dell'associazione "П Domani", dedicato al nuovo presidente Leonardo Giussani, subentrato a Leonardo Rho. Nel sottolineare il cambio della guardia, lo scritto viene concluso evidenziando come il sodalizio non abbia b aridi ere né re -ligiose né politiche. «Leonardo Giussani alle ultime comunali era candidato per il PD (25 voti) - tuonano i padani -mentre un altro membro dell'associazione, Marco Montata, aveva scelto "Vivi Cesano" ottenendo 38 voti. Ci spieghino perché l'associazione "Amici di Binzago" ha voluto tanto che Г amministrazione comunale comprasse dei parcheggi interrati, che oggi sono stati chiusi dai vigili del fuoco? "Altro che strade per vivere", progetto di riqualificazione che aveva coinvolto anche l'architetto Alberto Vaghi (oggi capogruppo di "Vivi Cesano"), queste sono "strade per far morire il commercio locale"». La Lega fa poi un tuffo nel passato: «Nel 2011 in un articolo de "Il Domani" firmato LG., che pensiamo sia proprio il presidente Giussani, si diceva no al consumo di suolo, sì a sfruttare le aree esistenti già urbanizzate aumentando la cubatura. Il riferimento è all'ex salumificio Rho?». Giussani ribatte secco: «Non voglio entrare in polemica. La Lega si riferisce alla classe politica? Ne risponderà la politica. L'associazione ha anime trasversali, ognuno è impegnato in vari ambiti, le scelte individuali non c'entrano».
Cristina Marzorati

Rassegna: Il Cittadino del 3/11/2012

martedì 6 novembre 2012 | ,





Rassegna Stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le principali notizie relative alla nostra Città in edicola Sabato 3 Novembre 2012, sul Cittadino - Valle del Seveso.


Inceneritore, l'ampliamento brucia ancora
Continua a tenere banco la scelta di votare per il via libera all'espansione dell'impianto di Desio Vaghi: «Troppi anni per il trattamento meccanico biologico». Monti: «Non è stata una scelta facile»

Se l'ex sindaco Paolo Vaghi fosse stato in consiglio comunale, come avrebbe votato l'Udc sulla questione Bea? «Avrei votato quello che aveva deciso il mio sindaco». A poco più di una settimana dal lungo consiglio comunale, in cui maggioranza e opposizione sono state chiamate a decidere il futuro del forno inceneritore, abbiamo deciso di raccogliere la voce di chi si è assentato dall'aula, di chi non siede tra i banchi del consiglio, ma rappresenta un partito di maggioranza. Inevitabile coinvolgere Vaghi, se non altro perché il partito che lui rappresenta, l'Udc, si è astenuto. «Io avrei votato rispettando la decisione del mio sindaco - ci ha detto venerdì mattina, quando l'abbiamo incrociato in via San Carlo - Insomma, bisognava prendere una decisione, non si poteva più aspettare. Il "Movimento cinque stelle" ha avanzato una proposta (Tmb, trattamento meccanico biologico), ma è fattibile solo in dieci anni, bisogna individuare un'area, noi avevamo bisogno di un intervento subito». In aula non c'era neanche Daniele Ceccarello capogruppo d'opposizione di "Un futuro per Cesano", uscito al momento della discussione di Bea: «Durante le serate di delucidazione e con la relazione fatta in commissione - dichiara Ceccarello - si è parlato di aspetti economici, ma poco della salute dei cittadini. Certo, abbiamo sentito la controparte (Gianmarco Corbetta del "Comitato no inceneritore") e dice che sarebbe un'industria di veleni, ma non abbiamo sentito i rimedi. La materia dei rifiuti è un problema delicato, per questo ho preferito non partecipare al voto». A Walter Monti, segretario Pd Cesano, abbiamo chiesto se per il partito (il voto in aula è stato favorevole) sia stata una scelta difficile, dopotutto Sergio Monti, consigliere Pd, in aula ha dichiarato: «Non nego che questo tema mi abbia provocato un mal di pancia»: «Non è stata una scelta difficile - sottolinea Walter Monti - avendo avuto occasione di parlarne in modo approfondito col sindaco». Ma nel programma elettorale c'era scritto altro, ossia incentivare il ciclo integrato dei rifiuti. «Non è incompatibile con quanto votato».
Altro partito, Sel, altra forte presa di posizione: un comunicato inviato alla vigilia del voto, in cui traspariva chiaramente la contrarierà al potenziamento di Bea. Eppure Massimiliano Bevacqua, capogruppo in consiglio di Sei, si è astenuto. «Astensione o contrarietà non c'è molta differenza - dichiara Renato Magni, segretario Sel Monza e Brianza - La scelta di astensione mi sembra una decisione in linea col comunicato».
Cristina Marzorati


L'EX SINDACO DELLA LEGA NORD ACCUSA
Romano: «Ma con me sarebbe stato diverso»

«Quand'ero sindaco, mi ero opposta a questo epilogo e adesso mi chiedo: se fossi stata ancora alla guida di Cesano, l'attuale maggioranza di Ponti, che all'epoca sedeva all'opposizione fatto salvo la parte di Comunione e liberazione, avrebbe votato a favore о contro il potenziamento del forno?». Non ci sta Marina Romano, capogruppo della Lega Nord e primo cittadino di centrodestra sino al giugno 2011, ad accettare il voto del consiglio comunale su Bea che porta la creazione di una società al 40 per cento privata e l'incremento dei rifiuti annui bruciati, (che passeranno da 60mila tonnellate sino a un picco massimo di 90mila tonnellate). «Il 31 dicembre 2010 scadeva il contratto che legava Cesano a Bea - ricorda Romano - io non volevo proseguire, ma andare in gara. Una posizione espressa ai funzionari comunali, che non fu mai tradotta in un atto da portare in giunta о in consiglio. Poi si sa, mi hanno fatta cadere in anticipo e i nomi di quei componenti della maggioranza sono tutti collegati a Bea». In che senso? «Andrea Copreni è figlio del presidente di Bea Alcide Copreni, Filippo Riccardi è il quasi genero di Copreni e ora è di "Vivi Cesano", lista che sostiene Ponti. Ancora Andrea Rovelli (capogruppo Pdl nel mandato Romano) era addetto stampa di Bea e Alfredo Spagnuolo, di professione commercialista, aveva sempre contatti con la società di Desio». Capitolo politico a parte, la pasionaria del Carroccio è convinta che la gente non si renda conto del futuro. «Parliamo di salute - prosegue - L'agosto scorso la Regione Lombardia, in un documento sottoscritto dal funzionario della direzione generale territorio e urbanistica, ha sottolineato che il potenziamento dell'impianto di Desio avrà ripercussioni negative sull'ambiente, ma siccome non risulta assoggettato alla procedura di Via, non può essere bloccato, ma si chiede di applicare misure di mitigazione». Romano cita poi un numero: «Gli impianti che esistono in Lombardia per lo smaltimento dei rifiuti, non soltanto sono sufficienti a soddisfare i bisogni delle realtà locali, ma c'è un surplus ossia un potenziale non sfruttato di 400mila tonnellate l'anno. Mi chiedo ancora: perché potenziare Desio?».
Cristina Marzorati


SPACCATURE
L'assemblea dei sindaci: ecco il voto

Il giorno dopo il voto del consiglio comunale di Cesano Maderno, gli undici sindaci soci di Bea si sono riuniti, per decidere sul potenziamento del forno inceneritore. Assente il primo cittadino leghista di Bovisio Masciago, la Provincia di Monza e Brianza, Muggiò e Leniate sul Seveso si sono astenuti, Desio ha detto no, il piano è passato. Questo significa che per vent'anni una società privata al 40 per cento, si occuperà dello smaltimento dei rifiuti di buona parte della Brianza. Il forno passerà dalle attuali 60mila tonnellate l'anno a quasi 90mila tonnellate bruciate. Forte il contrasto in casa centrosinistra, dove Gigi Ponti sindaco di Cesano e segretario provinciale del Pd ha votato in maniera diametralmente opposta rispetto a Roberto Corti, sindaco del Pd di Desio contrario al potenziamento.
Cristina Marzorati

Rassegna: Il Cittadino del 13/10/2012

martedì 16 ottobre 2012 | ,





Rassegna Stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le principali notizie relative alla nostra Città in edicola Sabato 13 Ottobre 2012, sul Cittadino - Valle del Seveso.


Scuolabus senza pace, ora torna Bonfanti
Il Tar dà ragione alla ditta che aveva fatto ricorso contro l'assegnazione del trasporto all'Ati Da lunedì si cambia il servizio, ma alla fine la sentenza costerà al Comune 30mila euro in più

Era già successo sei anni fa, si è ripetuto oggi: un tribunale ha deciso la società titolare del servizio scuolabus. Non trova davvero pace il trasporto scolastico garantito dall'amministrazione comunale. Se alla vigilia, per colpa dei tagli al bilancio programmati dal commissario prefettizio, era in bilico il collegamento casa-scuola per gli studenti delle medie, ora siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione. Il Tar ha dato ragione alla Saab, meglio conosciuta come Bonfanti bus di Cesano Maderno, accogliendo il ricorso contro l'assegnazione del servizio di trasporto all'Ati, formata dalla Pozzoli srl di Lentate e Golden di Saronno. Automaticamente sono stati sospesi tutti gli atti comunali inerenti la trattativa privata a invito, in prima battuta c'era stata una gara pubblica andata deserta.
Perché il Tar ha detto sì alla Saab? Per il mancato rispetto del requisito che impone alla mandataria, società principale tra le due partecipanti all'Ati, il compito di svolgere in maniera maggioritaria il servizio; invece le competenze tra Pozzoli e Golden sono state suddivise al 50 per cento. Il marzo prossimo il tribunale entrerà nel dettaglio, comunicando la sentenza, ma intanto da subito Pozzo-li e Golden devono passare la mano.
Bonfanti incontrerà l'amministrazione comunale lunedì prossimo alle 9 del mattino e in quella sede si deciderà come attuare il cambio delle consegne. Il sindaco, Gigi Ponti, prende atto della sentenza e conferma un incontro con la Saab per concordare il servizio, sottolineando che la pratica è stata seguita dai tecnici. «Inoltre - spiega -l'incarico ad altra ditta comporterà un costo superiore di 30mi-la euro». Perché l'Ati Golden-Pozzoli si era aggiudicata l'appalto per 165mila euro contro i 197mila euro della Saab seconda classificata. La base era 198mila euro. Soddisfatto naturalmente Bonfanti, mentre dalla Golden-Pozzoli al momento preferiscono non rilasciare dichiarazioni.
Cristina Marzorati


L'ASSESSORE OLTOLINI
«Eventi e dialogo per il commercio»

Come aiutare i commercianti a mantenere vive le proprie attività? La formula di Celestino Otolini, assessore alla Cultura, è promuovere eventi e coinvolgere direttamente i negozianti anche con progetti di natura civica. «Prova ne è il caso di via Volta - spiega soddisfatto l'esponente della giunta - dove abbiamo cercato, insieme all'assessore Nicolaci, di coinvolgere i commercianti per la cura delle fioriere. L'importante è interagire insieme, proponendo magari di far curare alcune porzioni di verde. Lo stesso ad esempio già avviene al parco pubblico della Sacra Famiglia, dove l'associazione locale si è proposta di seguire direttamente l'area». Tornando al commercio, Oltolirni spiega che da giugno, praticamente dall'insediamento della nuova amministrazione Ponti, gli incontri con gli esercenti sono stati continui, per capire come dare sostegno a chi opera ad esempio in corso Libertà, via Volta, piazza Esedra. «Per Halloween chiuderemo il centro la sera del 31 ottobre e in parallelo si terrà un evento simile anche a Binzago. Creando delle aree pedonali, si possono organizzare appuntamenti di questa natura, in cui i commercianti possono proporre le loro idee. Purtroppo Cesano non ha una conformazione urbanistica felice come quella di Seregno, dove esiste una situazione favorevole formata da un'arteria principale e importante».
Cristina Marzorati


Strade e pencoli 
Via Groane, buche lasciano il segno 
Danni alle vetture

Via Groane è peggio di un groviera e una banale buca si trasforma in una pericolosa trappola per auto. Sono almeno sei gli automobilisti che tra primavera e lunedì scorso hanno dovuto fare i conti col carrozziere o il gommista. Tutta colpa di un susseguirsi di avvallamenti lungo la strada che collega il Villaggio Snia a Mombello. In particolare nel tratto oltre il passaggio a livello, in direzione Limbiate, a margine della carreggiata sul fronte dell'area umida dell'Oasi, l'asfalto ha ceduto al tempo e al continuo transito anche di mezzi pesanti, provocando delle buche lunghe mezzo metro e profonde una ventina di centimetri.
A ulteriore riprova della pericolosità lunedì mattina si è registrato l'ultimo incidente. Mentre era al volante di una Mercedes un uomo di sessantanni residente a San Bernardo, è finito con due ruote in un avvallamento e la diretta conseguenza è stata la foratura di entrambi i pneumatici. Immediata la chiamata alla polizia locale. Gli agenti hanno effettuato un sopralluogo, constatando il danno riportato dall'automobilista. L'uomo alla fine è stato costretto a chiamare il carro-attrezzi.
Di chiamate di questa natura il comando ne ha ricevute almeno sei negli ultimi mesi.Il problema buche è comune a molte strade di Cesano Maderno, ma proprio in queste settimane sono in corso una serie di interventi coordinati dall'ufficio tecnico.
Cristina Marzorati


DELEGAZIONE
Anpi, la sezione locale in visita a Marzabotto

Domenica scorsa un nutrito gruppo di soci della sezione Anpi di Cesano si è unito alla delegazione dell'Anpi provinciale per il tradizionale viaggio a Marzabotto. Presenti per ricordare la strage del 1944 anche i sindaci di Monza e Limbiat e, il consigliere cesanese Umberto Beggio, delegato dal sindaco Gigi Ponti, e la presidentessa della sezione Anpi di Cesano Michela Vaccaro. Nel pomeriggio visita all'abitazione dei fratelli Cervi, al museo ed al cimitero di Campeggine, dove è stata deposta una corona di fiori e tenuta una breve commemorazione.

Rassegna: Il Cittadino del 6/10/2012

martedì 9 ottobre 2012 | ,



Rassegna Stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le principali notizie relative alla nostra Città in edicola Sabato 6 Ottobre 2012, sul Cittadino - Valle del Seveso.


«Cari cesanesi, teniamo la città più pulita»
L'appello del consigliere comunale Rosanna Arnaboldi, dopo un tour che mostra sporco e degrado «Piazza della pace, la fontana, le piante secche in via Volta tra i punti critici: la cura dipende da tutti»

«Va bene che è un momento difficile per tutti, ma ciascuno di noi deve maturare una coscienza civica, rispettando la propria città».
Il tema dei rifiuti e del territorio "maltrattato" è arrivato anche sui banchi del consiglio comunale. Rosanna Arnaboldi, esponente di maggioranza tra le file della lista civica "Vivi Cesano", ha voluto catalizzare l'attenzione dei colleghi sulla maleducazione di molti, che ha trasformato scorci suggestivi della città in veri e propri immondezzai a cielo aperto, a due passi dai palazzi storici.
«Lo vedo tutte le mattine - ha detto in aula - quando mi alzo presto e per scelta raggiungo la stazione ferroviaria a piedi». Una quotidianità da pendolare che la porta a osservare e a vivere in maniera diversa la sua Cesano Maderno. «Passando da piazza della Pace (siamo alle spalle di Palazzo Arese Jacini, sede degli uffici istituzionali come la sala giunta, l'ufficio del sindaco, ndr) per terra e nella fontana è pieno di rifiuti. Addirittura mercoledì c'era una coppia che faceva giocare il proprio cane nell'acqua. Eppure basterebbe così poco per mantenere questo luogo pulito e ordinato».
Un'opinione condivisa anche dai residenti nella zona, in via Milano per la precisione, che già in passato e anche attraverso le colonne del nostro giornale avevano denunciato una sporcizia insopportabile sotto le loro finestre. «Io mio viaggio verso la stazione - continua Arnaboldi -passa poi da via Volta. Nelle fioriere ormai ci sono soltanto piante secche. Si potrebbero coinvolgere i cittadini. Ma poi ci sono anche cartacce e rifiuti vari buttati per terra».
Arnaboldi poi allarga il suo sguardo e nell'elenco dei punti bisognosi di maggiore attenzione, include anche il bosco di via Vicenza, alle porte del Villaggio Snia. Al di là del passaggio a livello, dove in questi mesi si sta
lavorando per la riattivazione della Seregno-Saronno, c'è chi in più di un'occasione ha scambiato l'area verde per una piattaforma ecologica, abbandonando di tutto.
Cosa dire poi della roggia a margine della Nazionale dei Giovi, a pochi passi dal semaforo di corso Libertà? «I canali sono sporchi per colpa dei rifiuti» sottolinea Arnaboldi, che non critica la giunta, d'altronde fa parte della maggioranza, ma al termine del suo intervento, parla più che altro ai suoi concittadini, ai cesanesi e li invita a mettere in pratica un comportamento virtuoso, frutto di una coscienza davvero civica e nel rispetto delle realtà che li circonda. «Queste mie parole vogliono portare a una riflessione - ha sottolineato la rappresentante di "Vivi Cesano" - alla cura della città da parte di tutti. Non soltanto le istituzioni devono intervenire, occupandosi di pulire e della raccolta dei rifiuti, anche i cittadini devono rispettare una buona educazione, un comportamento virtuoso che scaturisce da una coscienza civica».
Cristina Marzorati


UN ESEMPIO DA SEGUIRE: ALL'INCIVILE LA MULTA
Vedono chi scarica abusivamente rifiuti e lo segnalano ai vigili

Non sempre i cittadini restano indifferenti alla maleducazione di chi li circonda Prova ne è la duplice segnalazione arrivata sulla scrivania del vigile ecologico Aldo Greco. Giovedì 27 settembre due cesanesi avevano incrociato un grosso fuoristrada in via Monteverdi, strada che costeggia i binari della ferrovia sul lato del centro commerciale "Il Gigante". Il veicolo aveva accostato, era sceso un uomo, piuttosto anziano, che dopo aver aperto il bagagliaio, aveva scaricato davanti a un'abitazione due sacchi pieni di foglie, erba, rami: insomma scarti del giardino. I due testimoni avevano trascritto modello e numero di targa del fuoristrada, girando il tutto ad Aldo Greco, che per giorni ha bussato alla porta dello scaricatore abusivo. Si tratta di un ultrasettantenne residente in una traversa di corso libertà. Nei suoi confronti è scattata una contravvenzione da 50 euro. Prima di giovedì 27 era già successo che dei sacchi di "verde" venissero abbandonati in via Monteverdi, ma nessuno era riuscito a dare un volto e un nome al maleducato di turno. Un comportamento ingiustificabile alla luce anche di un aspetto importante: Gelsia preleva gratuitamente a domicilio e conferisce in piattaforma i rifiuti non raccolti porta a porta, come il verde, ma solo se sono prodotti da ultrasettantenni.
Cristina Marzorati


DAL COMUNE
Via Volta: le fioriere rinascono

Le fioriere saranno più belle grazie all'impegno del Comune e alla collaborazione dei commercianti. É soddisfatto Pietro Nicolaci, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, dell'incontro avuto con alcuni residenti e negozianti di via Volta. Operatori e abitanti chiedono una maggiore pulizia, un'illuminazione potenziata e la soluzione del problema parcheggio; trovare un posto libero è sempre più difficile per la vicinanza con la stazione ferroviaria. «Appena sarà possibile - spiega Nicolaci - le ripristineremo con altri fiori e piante sempre verdi, poi abbiamo chiesto la collaborazione per la cura e la risposta è stata positiva. Inoltre è stata avanzata la richiesta di una maggiore pulizia, ho incontrato Gelsia e ho fatto presente il problema». In via di valutazione invece il problema dell'illuminazione pubblica.
Cristina Marzorati


Guanti e ramazze, il buon esempio
In zona Biulé tanti volontari impegnati con «Puliamo il mondo»

Nonostante il maltempo erano una quarantina le persone che non si sono demoralizzate ed hanno partecipato all'iniziativa cesanese per la campagna di Legambiente "Puliamo il mondo". Sabato pomeriggio appuntamento in via Brigata Sassari, al Villaggio Snia, per pulire il tratto di sottobosco lungo la ciclabile che congiunge, attraverso il corridoio del Biulè, il quartiere cesanese all'Oasi Lipu. Spalla a spalla c'erano i volontari Lipu del progetto Go Green, una decina di giovani, il consigliere delegato all'ambiente Massimiliano Bevacqua, i ragazzi del gruppo scout di Cesano Maderno, alcuni esponenti del comitato di quartiere Insieme per il Villaggio ed alcuni bambini della scuola elementare Mauri. Tutti impegnati per raccogliere l'immondizia e ripulire la porzione di bosco più vicina alla ciclabile (e lontana dalle strade trafficate). La situazione che hanno portato alla luce questi volontari è piuttosto preoccupante. La ciclabile che attraversa il Biulè è una zona difficile da sorvegliare per cui, oltre a riempire innumerevoli sacchi di spazzatura varia sono state rinvenute gomme di auto ed i resti di numerosi bivacchi: coperte, bottiglie, resti di cibo, sacchetti della spesa. «Abbiamo trovato di tutto - commenta la responsabile della Lipu Cinzia Casali - del resto la zona in cui eravamo impegnati è molto particolare, lontana da strade e molto difficile da monitorare. Già in passato avevamo segnalato la situazione dopo aver trovato chiari segni della presenza di persone a bivaccare nelle porzioni di prato lungo i sentieri. È un luogo poco frequentato. C'è anche un cestino che "crea" qualche problema. È l'unico e Gelsia non arriva fino a lì per svuotarlo. È sempre pieno. Noi teniamo pulito per quanto possibile ma le nostre forze non sono purtroppo sufficienti».
Negli ultimi anni i rovi sul lato nord della ciclabile sono stati parzialmente diradati per permettere una pulizia più semplice. Questa operazione, se da un lato ha permesso di raggiungere rifiuti una volta "nascosti" lanciandoli in mezzo alle spine, ha portato alla luce un'incuria che fa storcere il naso. «Poco tempo fa abbiamo addirittura trovato una lavatrice - conclude Casali - e non era nemmeno la prima volta».
Gionata Panseri


VOLTI NUOVI NEL DISTRETTO
Partito democratico, il bersaniano Walter Monti è nuovo segretario

Ha 65 anni, alle primarie voterà Pierluigi Bersani e oltre alla politica, che rimane saldamente in testa alle sue passioni, adora scrivere, chiuse in un cassetto ha alcune sue poesie dialettali. É l'identikit del nuovo segretario del Partito Democratico Cesano, Walter Monti, residente all'Acna e sino al gennaio scorso responsabile della sicurezza sul lavoro di un gruppo ospedaliero privato. Ora è pensionato e sogna di aprire il più possibile la sede in piazza Arese 3: «Ogni domenica mattina è possibile entrare e conoscere il lavoro del Pd, mi piacerebbe ampliare l'orario e magari anche i giorni d'apertura». L'obiettivo è raggiungere i giovani, una linea che traspare anche quando gli chiediamo chi voterà alle primarie del centrosinistra: «Bersani, dubbi, sperando però che l'effetto Matteo Renzi contribuisca al cambiamento anagrafico». Anche se in verità già nel direttivo eletto insieme a lui, c'è qualche volto nuovo alla politica locale. É quello di Arianna Benesso, 23 anni, una delle sei donne del direttivo del Pd Cesano insieme a Daniela Scotti, Fiorella Bagnoli, Giada Prestigiacomo, Nica Lapetìna, Antonia Maderna, fanno poi parte del gruppo di lavoro anche Carlo Longoni, Marco Violato, Vincenzo Zucchi, Ernesto Panami, Francesco Romeo e Salvatore Ariemma. Gli iscritti al Pd Cesano attualmente sono 115: «Spero proprio d'incrementare il numero puntando soprattutto sui giovani, insomma speriamo arrivino nuove leve».
Cristina Marzorati

Rassegna: Il Cittadino del 22/9/2012

lunedì 24 settembre 2012 | ,





Rassegna Stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le principali notizie relative alla nostra Città in edicola Sabato 22 Settembre 2012, sul Cittadino - Valle del Seveso.


Rosanna e gli altri bottegai Qui sono storie di famiglia «Non si chiude: resistiamo»
A Binzago e alla Sacra quattro negozi d'alimentari di una volta Rosa, 85enne dietro il bancone: «Consegno ancora a domicilio»

Alcuni angoli di Cesano Maderno nascondono insegne annerite dal tempo, simbolo di tempi e dinamiche di quartiere che stanno ormai inesorabilmente scomparendo. Nell'arco di vent'anni i piccoli negozi di alimentari sono pressochè scomparsi in città. A resistere sono pochissimi, non più di una decina. Di questi alcuni sono delle vere e proprie perle, negozi aperti più di cinquant'anni fa. I banconi usurati, i prodotti in vendita ed i volti delle persone che sorridono al vostro ingresso, salutandovi calorosamente, raccontano dei tempi che furono. La salumeria Rigamonti ad esempio, all'ombra del santuario di santa Maria della Frasca, fu aperta nel 1962, oppure la latteria della famiglia Sala, in via Roma, o ancora la Drogheria Posteria Bolgiani, in via Dante dal 1954, o il piccolo negozio di alimentari della signora Rosa Rigamonti, aperto alla Sacra Famiglia, a due passi dalla Nazionale dei Giovi, anch'esso del 1954.
STORIE DI FAMIGLIA
Cosa spinge queste persone ad andare avanti? A resistere più forti di tutte le chiusure a cui assistono ed alle difficoltà? Lo spiegano loro: «Per amore -commenta Rosanna Bolgiani -questa bottega l'hanno aperta i miei genitori, io sono cresciuta con questo mestiere. Non ci sto a chiudere. Ho dovuto modificare i prodotti che vendo, sono cambiate le richieste dei clienti. Ma è l'affetto per queste mura e per il mio quartiere che mi sprona ad andare avanti. Il giorno in cui non ce la farò più dovrò abbassare la serranda». Opinione condivisa dagli altri esercenti. «Resistiamo perché abbiamo ancora alcuni clienti fidelizzati che preferiscono servirsi da noi - spiega Romano Rigamonti, proprietario della salumeria omonima a Binzago si tratta soprattutto di clienti anziani. Qualcosa comunque si è rotto, i clienti giovani sono sporadici, ed anche nel caso di persone affezionate, che spesso escono di casa per venire da noi e poter fare anche due chiacchiere, con i loro figli e nipoti non riusciamo a ricreare lo stesso genere di rapporto».
LE CONSEGNA A DOMICILIO
Quelle che raccontano tutti gli esercenti sono dinamiche che si stanno perdendo con l'avvento dei centri commerciali e dei supermercati, dove il rapporto con il cliente è pressoché inesistente. «Faccio ancora qualche consegna a domicilio, ma poche cose, spesso non conviene neppure più. Ho qualche vecchina affezionata che fatica ad arrivare qui a piedi - aggiunge, sorridendo un'ottantacinquenne Rosa Rigamonti - le spese sono in continua crescita, io ho qui mio figlio che mi dà una mano, ma quando non ci sarò più penso proprio che lui abbasserà la serranda». In alcuni casi a spronare a tenere aperta la serranda è il raggiungimento dell'età pensionabile, come nel caso di Romano, che dopo la riforma delle pensioni ha ancora due anni prima di arrivare al traguardo (la moglie cinque) oppure Mariangela Sala, che anni fa ha rilevato la latteria di viA Roma dalla madre Fernanda per permettere a lei ed alla madre di raggiungere la fatidica età. La latteria di via Roma è probabilmente il negozio più antico di tutta Cesano, aperto nel 1943, in periodo di guerra, dal marito di Fernanda, Carlo De Ponti. Fernanda, classe 1927, abita nel retro bottega, saluta- ancora i clienti affezionati e ricorda tutti i prezzi a memoria: «Non possiamo chiudere!- ed esorta i suoi, ricordando come una volta si vendeva il latte, come lavorassero molto grazie ai forestieri, le vecchie pezzature di pane che sfornavano, per venire incontro ai gusti dei meridionali - c'è meno lavoro di una volta, è vero. Però dobbiamo raggiungere la pensione».
Gionata Pensieri


Papà Andrea e l'ultimo abbraccio per Viola
Buono, 35 anni, è morto lunedì dopo quattro anni di dura battaglia contro un tumore alla testa Sabato il giovane padre ha voluto il battesimo di sua figlia di 9 mesi: pur in sedia a rotelle lui c'era

Scoprire a 31 anni di avere un emangiopericitoma, un tumore maligno alla testa Entrare nell'incubo, trovare la forza di reagire grazie all'amore della propria famiglia di nascita e al profondo desiderio di crearne una propria. Ha lottato fino in fondo Andrea Buono, 35 anni, deceduto alle prime ore di lunedì per arresto cardiaco, dopo che il sabato precedente aveva partecipato al battesimo della sua piccola Viola di nove mesi, avuta dalla compagna Silvia La morte è sopraggiunta in seguito alle dirette conseguenze dell'asportazione del tumore, che gradualmente hanno costretto Andrea su una sedia a rotelle. Andrea viveva con la famiglia a San Bernardo, in via Padova, da ragazzo era cresciuto accanto a mamma Nunzia, papà Nicola e alla sorella Roberta dietro a una bancarella ortofruttìcola del mercato. Un lavoro faticoso tra Albia-te, Desio, Valbrona e Canzo, poi nel 2003 è stato assunto all'Esse-lunga di Paina e anche qui si occupava di frutta e verdura. Dopo la malattia, Esselunga ha continuato a dargli fiducia: «Spostandolo alla cassa. Era la cassiera più bella di tutto il supermercato con quel pizzetto», lo ricorda con una battuta papà Nicola, che mentre parla del suo ragazzo, fa trasparire la grande unità e forza con cui la sua famiglia ha affrontato tutto.
«Non posso che ringraziare di cuore tutta la comunità - dice Nicola - a partire da don Angelo, nel-l'omelia del funerale (celebrato martedì) ha usato parole degne di un padre. Ha rammentato quando l'aveva conosciuto per la benedizione natalizia nella sua casa di via Martiri di Belfiore, dove viveva con Silvia. Un grazie profondo anche alla Croce Bianca, che sabato l'ha trasportato in chiesa per il battesimo». Papà Nicola ricorda poi la scoperta della malattia: «Dopo l'asportazione del tumore al "Besta", ci avevano detto che per un anno sarebbe rimasto paralizzato, invece Andrea in tre mesi di riabilitazione al "Maugeri" di Pavia si è ripreso». Per due anni e mezzo Andrea ha vissuto una vita piena: è andato a vivere con la compagna, «Silvia con lui ha scalato il calvario» dice papà Nicola, e a gennaio è nata Viola. «Purtroppo a dicembre ha avuto una crisi epilettica e da lì gradualmente ha iniziato a perdere autonomia). Alla fine non parlava più, ma con Viola parlava con gli occhi. Il giorno del battesimo di sua figlia, sabato 15, era entusiasta, ma domenica si è sentito male e lunedì è morto in ospedale. «Le offerte del giorno del suo funerale, sono state devolute al "Besta" di Milano per la ricerca II 14 dicembre, giorno del suo compleanno, sarà celebrato una messa alla chiesa di San Bernardo e in quell'occasione le offerte andranno ancora al "Besta"».
Cristina Marzorati


In via San Carlo arriva il semaforo
Questa la soluzione per l'incrocio pericoloso con via dei Mille

Stop agli incidenti tra via Dei Mille e San Carlo: arriva il semaforo. L'ha annunciato il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Pietro Nicolaci, durante l'ultima riunione della commissione territorio. Davanti a un pubblico di politici, consiglieri comunali, Nicolaci ha elencato lavori fatti e da realizzare sul territorio e ha creato grande attesa per la soluzione ai continui scontri tra le vie San Carlo e Dei Mille. «Non c'è spazio per una rotatoria - ha spiegato l'assessore - possiamo però installare un semaforo». Le rotatorie invece ci stanno eccome e anzi vanno completate in altri tre punti chiave della viabilità cittadina: via Conciliazione davanti alle scuole elementari "Martin Luter King", via Friuli al Villaggio Snia e via Molino Arese all'angolo con via Per Desio a Molinello. «Prima nell'elenco delle priorità è la rotonda del Disco Italia - spiega Nicolaci - entro il 15 ottobre inizieranno i lavori e sarà sistemata. Poi toccherà al rondò della Snia e quindi alla rotonda davanti alle scuole. Questa comporterà una fase d'intervento più lunga: inizieremo con la rimozione del new jersey, seguita a primavera dell'abbattimento delle barriere architettoniche sui marciapiedi». Fitto l'elenco di vie in un cui sono state chiuse buche o asfaltati interi tratti di strada. Prossimo l'intervento di sistemazione di piazza Facchetti per evitare ulteriori cadute di pedoni.
Un passaggio che non ha mancato di sollevare alcuni critiche di Luca Bonfanti consigliere Lega Nord. «Mi chiedo come lavori Assp. Insomma, in molti casi le buche non vengono sistemate, ci sono soltanto dei birilli o cartelli per indicare il pericolo. Tra le vie Milano e Cavour a Binzago c'è una buca enorme, rattoppata con semplice sabbia che con la pioggia o il passaggio di auto e moto si solleva. Risultato? Il buco non sparisce, anzi, diventa ancora più pericoloso. Smettiamola di tappare le pozzanghere in via Romagnosi e si chiudano le buche vere come quella di via Cavour all'angolo con via Milano». «Gli operai di Assp stanno lavorando - ha replicato l'assessore - e il nuovo presidente, Luca Zar-doni, sta seguendo la riorganizzazione. Dopotutto Assp ha solo 5 operai e noi abbiamo 150 chilometri di strade da curare».
Cristina Marzorati


QUESTIONI ECONOMICHE. IL SINDACO TRANQUILLO
Incarico a Carimati, la Lega Nord alla Corte dei Conti: «Si tratta di danno erariale»

«A nostro parere siamo di fronte a un danno erariale per le casse comunali, vedremo come a esprimerà la Corte dei Conti». Cosi Luca Bonfanti (foto), consigliere comunale Lega Nord, spiega la decisione del gruppo e in particolare della capogruppo Marina Romano di rivolgersi alla Corte. 11 ricorso nasce in seguito alla scelta dell'amministrazione comunale di nominare l'avvocato Filippo Carimati, vicino alla maggioranza (l'assessore Luca Vaghi è espressione della sua lista civica), come esperto per attività di analisi, razionalizzazione e proposte per attività giuridico amministrative ed economiche in materia di società e enti partecipati. In sintesi Carimati dovrà predisporre un piano per il recupero di tutte quel-, le risorse che spettano a Cesano, in quanto ente proprietario di alcune quote in diverse società e enti pubblici. Per farlo l'avvocato riceverà 25mila euro. «Quando eravamo alla guida della città - rammenta Bonfanti - e assessore era Fabio Pomerio, investimmo 20mila euro per un piano dì rientro e comunque gestione delle diverse partecipate. Arrivato il commissario, è stato assegnato lo stesso incarico a due avvocati per una spesa di 40mila euro. Non mi risulta che questi abbiano mai fatto una relazione, eppure il Comune ha liquidato le loro fatture per circa 30mila euro e oggi ci troviamo di fronte ad altri 25mila euro per Carimati, che oltretutto fa parte anche del direttivo di una delle partecipate: BrianzaAcque». Il sindaco Gigi Ponti non si scompone: «A luglio è stato indetto un bando (l'avviso è stato approvato il 10 luglio e i curriculum dovevano pervenire in comune entro le 12 del 20 luglio) per cercare una figura in grado di portare nelle casse ormai esangui del comune, risorse che ci spettano dalle società partecipate. Hanno risposto in due e abbiamo ritenuto l'avvocato Carimati in grado di svolgere questo compito. Sulla questione fatture pagate agli avvocati incaricati dal commissario, hanno svolto il loro lavoro».
Cristina Marzorati

Rassegna: Il Cittadino del 8/9/2012

martedì 11 settembre 2012 | ,



Rassegna Stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le principali notizie relative alla nostra Città in edicola Sabato 8 Settembre 2012, sul Cittadino - Valle del Seveso.


La scuola che cade a pezzi Al Negri giù il controsoffitto
Fortunatamente è successo coi bimbi ancora lontani dai banchi Colpa delle foglie e di conseguenti infiltrazioni d'acqua sul tetto

Cambiano le stagioni e la scuola cade a pezzi. Brutta sorpresa lunedì mattina all'elementare di Cascina Gaeta intitolata ad Alessandra Negri. Nel primo giorno di riapertura del plesso per le pulizie, dopo la pausa estiva, le bidelle hanno scoperto che il controsoffitto di alcuni locali al primo e ultimo piano era crollato. Tutta colpa delle infiltrazioni d'acqua dal tetto, che hanno impregnato la controsoffittatura dell'atrio, della biblioteca e in parte anche della palestra per la fisioterapia, causando un danno di qualche migliaio di euro. Subito sono stati allertati il dirigente scolastico, Giordano Cassetta, la responsabile del plesso, la maestra Emanuela Sacchi, e la docente Nucci Viola, referente per la sicurezza.
LA CAUSA: OCCLUSIONE
Immediata la chiamata all'ufficio lavori pubblici, che nella giornata di lunedì ha inviato sul posto alcuni tecnici.
All'origine del danno ci sarebbe stata un'occlusione delle grondaie, l'acqua non trovando sbocchi, si è infiltrata nel sottotetto e poi ha proseguito impregnando i controsoffitti. L'assessore ai lavori pubblici, Pietro Nicolaci, ha spiegato: «Avevamo programmato per fine mese la pulitura delle grondaie, in prospettiva della caduta delle foglie con l'arrivo dell'autunno. Purtroppo il clima autunnale di questi giorni (vento e pioggia), ha anticipato la caduta copiosa delle foglie e da qui il danno».
NESSUN TIMORE
Difficile accertare da quanti giorni il primo piano fosse in quello stato, per tutto il mese d'agosto la scuola è rimasta chiusa. «I genitori non devono temere - ha rassicurato l'assessore - i lavori di sistemazione termineranno entro mercoledì 12 settembre». Data prevista per il riavvio dell'attività didattica.
ALTRI GUAI
Il disastro che si è presentato davanti agli occhi dei dipendenti scolastici, non sarebbe purtroppo una novità. Già a maggio il Comune era stato contattato per delle infiltrazioni d'acqua riscontrare proprio al primo piano. Allora, fortunatamente, il soffitto non era crollato, l'unico disagio erano delle enormi macchie di umido. Fino a tre anni fa il problema veniva ovviato da una manutenzione costante e prestabilita delle grondaie, sostanzialmente la pulitura dalle foglie, ma il graduale ridimensionamento dei fondi a disposizione dei conti comunali, ha portato anche a una riduzione degli interventi programmati, «La stessa pulitura per Cascina - spiega Nicolaci - è prevista anche per le altre scuole, dove però non si sono registrati problemi. Evidentemente qui è accaduto qualcosa di eccezionale».
Cristina Marzorati


Due passi al parco navigando in internet
Il giardino di Palazzo Borromeo diventa spazio wi-fì. Sarà così anche a San Bernardo e alla Snia L'assessore Capedri: connessione gratuita per creare socializzazione, il Comune non spende nulla

Camminare lungo i suggestivi viali del Giardino di Palazzo Borromeo, trovare una comoda panchina, magari all'ombra di un grande albero, sedersi, sfilare il portatile dalla valigetta e navigare gratuitamente in Internet. Per viaggiare, lavorare, studiare. Da ottobre anche Cesano Maderno diventerà come tante città italiane: uno spazio Wi-fi aperto a tutti all'ombra dei suggestivi palazzi storici.
Un servizio voluto in particolare dal giovane assessore alla comunicazione, Gabriele Capedri, che sta riuscendo a concretizzare un progetto pensato già a suo tempo dall'ex sindaco Paolo Vaghi.
«Il Comune non spenderà nulla - precisa - si tratta di sponsorizzazioni. Un'azienda, con cui era già in corso una trattativa, quando c'era l'università, si occuperà di attivare il servizio all'interno del Giardino di Palazzo Borromeo».
Attraverso un sistema di antenne, Internet viaggerà libero tra i viali e gli alberi: «Per accedervi, chiederemo di digitare una password, che sarà fornita automaticamente al momento in cui si vorrà accedere al collegamento. Tecnicamente non so come possa funzionare, ma il concetto è questo». I tempi? «Questa volta mi sbilancio: inizio ottobre. Siamo a buon punto per il Borromeo». A chi potrebbe obiettare che tutto viene fatto sempre e solo in centro, Capedri risponde: «Abbiamo pensato anche alle frazioni, San Bernardo e il Villaggio Snia». Per Cassina Savina l'Internet senza fili e senza limiti sarà alle spalle del cimitero all'interno del parco dei Tigli».
La vera rivoluzione però è al Villaggio Snia, perché il parchetto scelto è lo stesso finito al centro della cronaca la scorsa settimana, per colpa di una macchina bruciata dopo due anni di abbandono. Si tratta del giardino compreso tra le vie Riccione e Marche, zona di spaccio e di bivacco.
L'amministrazione ci sta provando a invertire la rotta e Internet gratis potrebbe essere un modo per farlo? «Noi intanto pensiamo a dare questo servizio. Forse qui non si partirà a ottobre, come in centro, ma è nei programmi del progetto Wi-fi dotare anche queste due frazioni di Internet libero e gratuito».
Il progetto è pensato in particolare per i più giovani, che magari non hanno una connessione Internet a casa o non possono permettersela. Il sistema Wi-fi potrebbe diventare anche motivo d'incontro tra ragazzi della stessa età e così far vivere il parco, a discapito di chi, oggi, lo utilizza per finalità non certo sociali, come ubriacarsi e abbandonare le bottiglie di birra vuote in mezzo ai giochi dei bambini.
Cristina Marzorati


Comune
Laura Mancini È lei il nuovo segretario

Cambia rotta la guida del comune di Cesano Maderno. Il nuovo segretario comunale è una donna, si chiama Laura Mancini, ha 54 anni e si presenta con un curriculum ricco, che include anche due lauree: giurisprudenza e scienze politiche. Marchigiana, attualmente è segretario comunale a Jesi, in passato aveva coperto lo stesso ruolo per Clauzetto, Claut e Polcenigo in provincia di Pordenone, poi Frontone in provincia di Pesaro Urbano, è stata segretario e direttore del Consorzio 5 Colli, poi Monte San Vito e quindi l'esperienza di Jesi dal 2007.
Residente a Senigallia, nel 2005 Mancini sale anche agli onori della cronaca politica, perché il sindaco di Senigallia, Luana Angeloni, già parlamentare ed esponente di centrosinistra, la ventila come papabile assessore. Alla fine Mancini non farà parte della giunta. Il nuovo segretario sarà a Cesano già lunedì, ma inizierà a lavorare dal 25 settembre.
Cristina Marzorati


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