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Rassegna: Il Giorno MB Luglio 2011

domenica 31 luglio 2011 | ,




Rassegna stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le principali notizie in edicola nel mese di Luglio 2011 sul Giorno - Monza e Brianza, relative alla nostra Città.


5 Luglio 2011

CESANO ACCAMPATI NELLA SEDE DI VIVERE IL PALAZZO ED ESEDRA TEATRO
Otto profughi all’ex materna. Le associazioni restano fuori
di GABRIELE BASSANI

— CESANO MADERNO —
OTTO PROFUGHI «accampati» in fretta e furia nella sede di due associazioni cesanesi che all’improvviso si sono trovate un muro all’interno dei locali comunali dove fino a ieri svolgevano la propria attività. Ha dell’incredibile quanto avvenuto negli spazi dell’ex scuola materna Calastri, scoperto per caso con sorpesa e disappunto dai responsabili delle associazioni Vivere il Palazzo ed Esedra Teatro, che l’altro giorno, recandosi in quella che è la sede assegnata loro dal Comune con tanto di regolare convenzione che prevede anche il pagamento di un affitto simbolico e dei consumi di acqua luce e gas, si sono trovati davanti un vero e proprio muro, eretto all’improvviso per ricavare uno spazio in cui vivono, ma sarebbe meglio dire sopravvivono, 8 profughi.
Sono 4 uomini e 4 donne originari dalla Nigeria ma fuggiti dalla Libia in guerra dove vivevano per lavoro. Sbarcati tra i migliaia a Lampedusa, fanno parte dei tantissimi disperati ai quali si sta cercando in queste settimane di dare sistemazione in diverse città d’Italia.
A loro non è andata benissimo, visto quello che hanno trovato a Cesano: un locale piccolo, poco illuminato, completamente privo di arredi, con brandine improvvisate a terra.
I profughi, che non sanno una parola d’italiano e anche a inglese e francese non sono messi bene, non possono contare sulla presenza di un mediatore.
NON HANNO un frigorifero: ieri mattina hanno ricevuto dal centro cottura comunale dei contenitori in cui erano presenti piatti che dovevano servire sia per il pranzo che per la cena e ci si chiede come avrebbero potuto conservarli. Hanno a disposizione i bagni che prima erano per le due sedi delle associazioni e che ora sono stati resi inaccessibili. «Solo dopo mezzogiorno di oggi (ieri, ndr) ho ricevuto una telefonata dal Comune che mi invitava a domani a ritirare le nuove chiavi per accedere alla nostra sede - dice furibondo Renato Borgonovo, presidente di Esedra Teatro, compagnia amatoriale attiva da oltre vent’anni -, di sicuro prima di passare in Comune vado dai carabinieri a presentare un esposto per quanto successo». In Municipio dalla tarda mattinata di ieri non è stato possibile trovare nessuno con cui parlare per avere un quadro della situazione, il commissario prefettizio non è raggiungibile.
Durissimo il commento dell’ex sindaco Marina Romanò, destituita meno di 10 giorni fa e alla quale si sono rivolti i soci dalla sede occupata.
«Quel che è accaduto è un’indecenza, per i cittadini di Cesano e per i profughi che sono vittime, ma temo che sia solo la prima alla quale ci hanno esposto i 19 che si sono dimessi da consiglieri comunali».


6 Luglio 2011

CESANO MADERNO UNA LETTERA PER CHIEDERE SEDI ALTERNATIVE E UN ESPOSTO AI CARABINIERI
Arrivano i profughi, associazioni sfrattate pronte alla battaglia

— CESANO MADERNO —
UNA LETTERA per chiedere al più presto una sede alternativa, un esposto ai carabinieri annunciato e l’intento di rassegnare le dimissioni da un’associazione che da oltre vent’anni propone attività a scopo sociale. Sono i primi effetti dell’operazione con cui nei giorni scorsi è stato allestito in quattro e quattr’otto un primo «rifugio» per gli otto profughi di origine nigeriana provenienti dalla Libia, assegnati al Comune di Cesano Maderno. Gesti di protesta da parte dei presidenti delle associazioni Vivere il palazzo ed Esedra teatro che, senza alcun preavviso, hanno scoperto che gli spazi loro assegnati dal Comune con regolare convenzione e dietro versamento di canone d’uso e rimborso consumi, sono stati in parte utilizzati per ricavare i locali assegnati ai profughi, peraltro sistemati in maniera piuttosto precaria. Il più moderato è Corrado Mauri, presidente di Vivere il Palazzo: «Ho chiesto un incontro con il commissario prefettizio per affrontare la questione ma ho già anche protocollato la domanda per una nuova sede». Ma Renato Borgonovo, presidente di Esedra teatro, è più arrabbiato: «Abbiamo atteso una sede per vent’anni, ce l’hanno data finalmente qualche mese fa e ora ce la dimezzano all’improvviso, ci lasciano senza bagni e ce lo dicono solo a cose fatte. Ho raccontato tutto ai carabinieri, penso di dimettermi dall’associazione, ci hanno trattato troppo male».
Ga.Bass.


13 Luglio 2011

CESANO I CINQUE CONSIGLIERI SI ERANO DIMESSI PROVOCANDO LA CADUTA DELLA GIUNTA
Gli espulsi dal Pdl ora fanno dietrofront
Rovelli alla Centemero: «O sono un reprobo o sono una risorsa»
di GABRIELE BASSANI

— CESANO MADERNO —
ESPULSI pur non essendo mai stati iscritti e ora considerati preziosi per il rilancio del Pdl dopo il congresso nazionale. Destino quantomeno curioso quello dei cinque ex consiglieri comunali di maggioranza che con le loro dimissioni hanno decretato la fine della giunta Lega-Pdl eletta appena due anni fa. Subito dopo il clamoroso gesto, i coordinatori provinciali del Pdl, Elena Centemero e Roberto Alboni, avevano annunciato ai giornali e poi effettivamente disposto un documento per chiedere al coordinamento regionale la loro espulsione dal partito. Salvo poi sentirsi rispondere a mezzo stampa che quattro dei cinque ex consiglieri cesanesi non erano mai stati iscritti al Pdl. Qualche giorno fa gli stessi hanno ricevuto una lettera a firma dell’onorevole Centemero in cui, affrontando il tema del rinnovamento del partito, si parla della necessità di «valorizzare tutte quelle persone che hanno pensato e difeso innanzitutto la reputazione del nostro partito con il loro operato, lasciando da parte interessi particolari». «E’ per questo - prosegue la lettera - che ti chiedo di esprimere il tuo parere su queste proposte». Tra i destinatari mai iscritti ma teoricamente espulsi, c’è anche l’ex capogruppo Andrea Rovelli che replica così alla Centemero: «Devo mio malgrado far notare la dicotomia evidente tra la lettera inviata e una serie di sue dichiarazioni apparse sui giornali per le quali, a causa delle ben note vicende politiche cesanesi, per Sua iniziativa sarei tra i destinatari di provvedimenti disciplinari particolarmente gravi. Dichiarazioni che, se confermate, ci renderebbero evidentemente incompatibili. Delle due, l’una: o sono un reprobo da allontanare dal Pdl, o sono una risorsa del territorio da valorizzare alla quale si chiede un contributo di idee per una nuova fase democratica del Partito stesso».
Lo stesso Rovelli chiede di essere informato dal partito su quale debba essere il suo destino «salvo poi prendere le mie decisioni». Intanto, per l’ex alleato della Lega Nord, non ci sono tentennamenti: nei giorni scorsi ha affisso per il paese manifesti con le foto dei consiglieri di maggioranza dimissionari sotto la scritta «traditori». 


16 Luglio 2011


CESANO L’ASSESSORE PROVINCIALE POTREBBE ESSERE IL NUOVO COORDINATORE DEL PDL
Centemero in guerra contro Sala
Si parte dal piano dei rifiuti ma il vero scontro è sul futuro degli azzurri
di GABRIELE BASSANI

— CESANO MADERNO —
E’ UN BRACCIO DI FERRO a distanza quello che si sta consumando tra l’attuale coordinatore provinciale del Pdl, Elena Centemero e quello che, si dice, possa essere il suo prossimo sostituto, l’assessore provinciale Fabrizio Sala. Un “botta e risposta” sulla vicenda del piano provinciale rifiuti e delle sue implicazioni con il “caso Cesano” su cui si gioca il futuro in Brianza del principale partito di centrodestra. Tutto è nato dalle accuse esplicite formulate dal senatore leghista Cesarino Monti a poche ore dall’affossamento della giunta Romanò: «I motivi del tradimento di certi consiglieri del Pdl vanno cercati fuori Cesano, in particolare negli interessi attorno al forno inceneritore di Desio». Nel mirino la delibera sul piano provinciale rifiuti.
«IL COORDINAMENTO provinciale del Pdl - dice l’attuale coordinatrice del partito - aveva indetto una riunione col direttivo in merito alla questione. A questa riunione l’assessore Sala non si è presentato. Pertanto la sua posizione non corrisponde a quella del coordinamento provinciale che sosteneva e sostiene le direttive che saranno determinate da Regione Lombardia e soprattutto persegue il contenimento dei costi per i comuni e quindi per i cittadini».
«A quel che mi risulta - prosegue la Centemero - nemmeno il presidente della Provincia, Dario Allevi, era a conoscenza di quanto proposto dalla prima delibera di giunta dell’assessore Sala, una delibera che è stata bocciata» (il riferimento è alla prima versione della delibera, poi modificata su intervento della Lega e approvata all’unanimità, ndr). Secondo Sala però «le decisioni sul piano rifiuti non possono che essere condivise da tutta la giunta, dal presidente e dai gruppi consigliari di Pdl e Lega, come è avvenuto finora e come avverrà in tutti i successivi passaggi, pertanto non vedo il problema sollevato forse strumentalmente». Sullo sfondo resta il caso Cesano e il futuro dei consiglieri Pdl che con le loro dimissioni hanno fatto cadere la giunta: «La posizione è chiarissima spiega ancora l’on. Centemero-. Sono stati deferiti al Collegio Regionale dei Probiviri con richiesta di espulsione e il veto a candidature e a una futura iscrizione nel Pdl. Tale posizione rimane».


21 Luglio 2011

CESANO L’EX SINDACO SCRIVE ALLE FAMIGLIE E SPIEGA LA FINE DEL SUO GOVERNO
«Tradita dai miei consiglieri»
La Romanò: sono degni rappresentanti della peggior politica
di GABRIELE BASSANI

— CESANO MADERNO —
TRADITA da «consiglieri che hanno sconfessato se stessi e hanno deciso di disconoscere quella parte di elettorato che li ha eletti». Marina Romanò ha aspettato qualche settimana, poi si è rivolta personalmente a tutte le famiglie di Cesano per spiegare, dal suo punto di vista, i fatti che l’hanno destituita dalla carica di sindaco. Lo ha fatto con una lettera consegnata in questi giorni in tutte le cassette della posta e firmata di suo pugno. «Ho volutamente atteso qualche giorno nel tentativo di comprendere le vere ragioni che hanno portato alcuni consiglieri a compiere un atto così drastico quanto scellerato», esordisce l’ex sindaco che poi passa a descrivere le condizioni in cui ha trovato le finanze del Comune al suo insediamento nel giugno del 2009: «Un bilancio pesantemente indebitato che presentava indici di deficit strutturale, tra cui spiccavano mutui per oltre 41 milioni di euro e che portavano Cesano al quinto posto tra i comuni più indebitati della Provincia; insoluti e crediti da recuperare che superavano abbondantemente la soglia dei 900mila euro; una sostanziale ed estesa condizione di totale gratuità nell’utilizzo dei beni comunali, a fronte di contratti che stabilivano l’esatto contrario».
POI L’AFFONDO verso gli «alleati» del Pdl: «Un partito, a Cesano, diviso in più correnti, dove idee spesso inconciliabili hanno provocato forti dissidi». Riferendosi ai 6 del Pdl firmatari delle dimissioni, dice che «hanno agito secondo il miglior opportunismo politico, degni rappresentanti della peggior politica». Nella conclusione l’ex sindaco afferma: «Sono altrettanto consapevole di aver fatto, tra le tante, una cosa per Cesano. La parte più difficile del risanamento: l’inizio». Non la vede così il segretario del Pd di Cesano, Gianni Calò, che in una lettera replica: «Lei è stata sfiduciata perché in due anni non ha mai pensato a nessun progetto di amministrazione di Cesano», mentre Daniele Ceccarello, il primo tra i consiglieri eletti nel Pdl ad abbandonare la maggioranza (e il partito) fondando Un futuro per Cesano, replica: «Abbiamo presentato circa 35 interrogazioni rimaste senza risposta».


25 Luglio 2011

CESANO RISIEDEVA IN CITTÀ
Marocchino scivola in una buca e annega nel lago

— CESANO MADERNO —
UN MAROCCHINO residente a Cesano è annegato nelle acque del Lario. Ieri, poco dopo le 12, Ahmed el Warrawi, 33 anni, è morto nel lago tra Abbadia e Lecco. L’uomo, che si trovava nel lecchese per una gita con la famiglia, stava camminando in pochi centimetri d’acqua non sapendo nuotare, quando è scivolato in una buca ed è caduto dove non toccava.
Subito è andato in affanno, ha tentato di gridare ma preso dallo spavento è riuscito a stare in superficie per una manciata di secondi. Un bagnante presente nella zona si è tuffato nel tentativo di salvarlo, ma non ha avuto il tempo di raggiungerlo.
Subito è scattata l’operazione «Lario sicuro» con l’arrivo sul posto del motoscafo V3006 della Guardia di finanza di Nobiallo, di una pilotina del carabinieri di Lecco e di una vedetta della Polizia provinciale e un gommone dei vigili del fuoco. Le ricerche sono durate circa due ore nella zona che era stata indicata dal testimone oculare.
Poi il cadavere dell’uomo è stato individuato a pochi metri di profondità. Sono intervenuti i sommozzatori dei pompieri che si sono immersi e hanno riportato in superficie il corpo. Straziante la scena sulla spiaggia, dove la moglie incinta del marocchino e gli altri due loro figli hanno assistito a tutta la scena consolati e sostenuti dal personale del 118 che era giunto sul posto appena scattato l’allarme.
Stefano Cassinelli


30 Luglio 2011

CESANO MADERNO DOPO LA CADUTA DELLA GIUNTA RAPPORTI DIFFICILI CON LA LEGA
Elezioni: il Pd riparte dal programma, il Pdl dal mal di pancia

— CESANO MADERNO —
IN VISTA del voto della prossima primavera per ridare un’Amministrazione dopo l’affossamento della maggioranza Lega-Pdl, i primi a muoversi sono gli esponenti del Partito democratico, che con l’assemblea di inizio settimana ha fissato le tappe da affrontare nei prossimi mesi, dopo aver confermato Gianni Calò nel ruolo di segretario della locale sezione. Sono stati creati tre gruppi di lavoro che opereranno autonomamente ma strettamente legati, uno alla predisposizione della bozza di programma, l’altro alla predisposizione della lista dei candidati e un terzo che affiancherà il segretario negli incontri con partiti, liste civiche, movimenti e associazioni. «In questo momento la priorità non sono le primarie ma il programma e su questo tema intendiamo iniziare il nostro percorso - afferma Calò -. Ci siamo dati un cronoprogramma che dovrebbe portarci a stendere la prima bozza di programma entro la fine del prossimo settembre». Sul fronte opposto invece sono ancora moltissimi i nodi da sciogliere, a cominciare dalla conferma dell’alleanza tra Pdl e Lega, tutt’altro che scontata. Dal Carroccio, la richiesta minima per poter riavviare un dialogo è l’allontanamento dei 5 consiglieri eletti nella lista Pdl che hanno firmato le dimissioni facendo cadere il sindaco. La successiva scoperta che 4 di loro non sono mai stati iscritti al partito ha suscitato ulteriori mal di pancia nel Pdl.
Ga.Bass.

Rassegna: Il Giorno MB 17 - 22 Giugno 2011

mercoledì 22 giugno 2011 | ,



Rassegna stampa redatta da SEL - Cesano Maderno con le principali notizie relative alla nostra città pubblicate sul Giorno - Monza e Brianza dal 17 al 22 Giugno 2011.


CESANO - 17 Giugno 2011
Salta il bilancio, arriva il commissario
A Cesano maggioranza allo sbando: bocciato il consuntivo e fumata nera sul presidente
di GABRIELE BASSANI
— CESANO MADERNO —

SALTA di nuovo l’elezione del presidente del Consiglio comunale e, salta, soprattutto, l’approvazione del bilancio consuntivo, determinando l’invio in città di un commissario che dovrà provvedere all’approvazione del documento.
IL CAOS all’interno del Consiglio comunale di Cesano è ormai totale e diventa difficile ipotizzare qualsiasi scenario futuro, con il sindaco Marina Romanò decisa a difendere con i denti il mandato ricevuto dai cittadini e a non arrendersi agli attacchi di una parte, consistente, degli «alleati» del Pdl. Attacchi che si concretizzano con scelte come quella dell’altra sera, motivata dall’intenzione «di mandare un segnale chiaro di disagio al sindaco con il quale non riusciamo ad avere un confronto necessario per condividere l’azione dell’Ammiinistrazione comunale», come ha spiegato il capogruppo del Pdl Andrea Rovelli. Lui, insieme ad altri 6 consiglieri dello stesso partito (Fabio Pronesti, Alfredo Spagnuolo, Andrea Copreni, Chiara Mornatta, Jenny Tallarita e Filippo Riccardi) ha scelto l’astensione al momento del voto sul bilancio. A favore hanno votato i 5 consiglieri della Lega Nord, il sindaco, gli altri tre consiglieri del Pdl (Fabio Milan, Gennarino Fontana e Franco Giacomini) e il consigliere indipendente Franco Busnelli. Le opposizioni hanno votato compatte e con i loro 14 voti hanno bocciato il bilancio consuntivo. Prima di questo però c’era stato anche l’ennesimo pasticcio sul presidente del Consiglio e l’assemblea convocata apposta d’urgenza alle 19, dopo che settimana scorsa era stata revocata la nomina di Fabio Milan che ricopriva la carica, ha dato funata nera. Nessun nome è stato proposto e alla fine si sono votate 29 schede bianche. Di fronte a questa situazione incresciosa, l’opposizione ha ripetuto svariate volte e per bocca di diversi consiglieri l’invito al sindaco a dimettersi. «La maggioranza Romanò non esiste più - ha dichiarato lapidario l’ex sindaco Paolo Vaghi, oggi consigliere Udc -. Facciamoci sentire, ora più che mai, perché il vento del cambiamento soffi forte anche sulla nostra Cesano Maderno». Da Sinistra ecologia e libertà arriva addirittura l’invito a pensare già al domani, «con un nuovo progetto di città che sappia riportare Cesano Maderno a quel prestigio che Lega-Pdl hanno totalmente smantellato in appena due anni di scellerata amministrazione».
DA PARTE sua il sindaco Marina Romanò ribadisce quanto già più volte ripetuto nelle ultime settimane: «Si tratta sempre e solo di problemi tutti interni al Pdl, dovuti a persone irresponsabili che assumono atteggiamenti che danneggiano la città. Io ho sempre dato massima disponibilità al confronto con tutti. Non mi risulta una telefonata o una richiesta d’incontro da parte loro, che peraltro hanno come punto di riferimento anche gli assessori Pdl in giunta, i quali, si sappia, il 14 aprile scorso hanno votato all’unanimità quello stesso conto consuntivo che loro non hanno voluto approvare. Gli stessi assessori che settimana scorsa hanno disertato la giunta perché volevano all’ordine del giorno lo sportello immigrati e questa mattina (ieri, ndr) si sono invece presentati per deliberare, nonostante quel punto non fosse ancora inserito».
Intanto c’è chi pensa al domani con un’idea già in testa, chiamata primarie.

FUGA DEGLI SPORTELLI DOPO L’ADDIO DEL SERVIZIO VACCINAZIONI ASL
Gelsia e Camera di Commercio se ne vanno
— CESANO —

VIA DA CESANO anche la sede di Gelsia e lo sportello Camera di Commercio. Come se non bastassero i guai di tenuta politica della giunta e della maggioranza, il Comune deve fare i conti con quello che si sta manifestando come un progressivo impoverimento dell’offerta di servizi a livello locale, sollevato polemicamente anche nell’ultima seduta di consiglio. In quella precedente si era affrontata la questione del servizio vaccinazioni dell’Asl (che non sarà più operativo in via San Carlo), mentre l’altra sera è venuta alla ribalta la questione Gelsia, che si trasferirà a Desio. Lo stesso per la Camera di Commercio. Il consigliere d’opposizione Paolo Vaghi ha pure aggiunto una notizia sul trasferimento del Museo degli Swatch a Lazzate, ma su quest’ultimo punto il sindaco di Lazzate, senatore Cesarino Monti, ha diffuso un comunicato ufficiale di smentita dicendo che «si tratta di una bufala senza alcun fondamento».
Ga.Bass.


CESANO - 21 Giugno 2011
MA GLI INTERESSATI SMENTISCONO: NESSUN TENTATIVO DI AVVICINAMENTO
Polemica del Pdl sui contatti del sindaco con l’Udc
— CESANO MADERNO —
LA MANCATA approvazione del bilancio consuntivo ha ulteriormente peggiorato i rapporti tra il sindaco della Lega Nord e il gruppo consigliare del Pdl che a questo punto difficilmente avranno un confronto prima di un chiarimento interno al Pdl. Era atteso già per questa settimana ma potrebbe arrivare lunedì prossimo quando ad intervenire sarà il coordinatore regionale, l’onorevole Mauro Mantovani, che ha convocato i consiglieri azzurri di Cesano. C’è da capire se, come e con chi proseguire questa esperienza di amministrazione ormai in stallo, con la necessità dell’intervento del commissario prefettizio per dare il via libera al bilancio consuntivo 2010, già affossato due volte in consiglio e con l’urgenza di eleggere per la terza volta un presidente dell’assemblea civica, a due anni dall’inizio del mandato. A rendere ancora più teso il clima ci ha pensato ieri un comunicato del capogruppo Pdl in consiglio Andrea Rovelli, nel quale, si fa riferimento ad un articolo di stampa secondo cui «il sindaco, Marina Romanò, avrebbe “preso contatti” nelle scorse settimane con l’Udc locale». Secondo il Pdl «il sindaco avrebbe preferito tentare la via dell’inciucio». Ma a smentire tutto ci pensa direttamente Paolo Vaghi, oggi consigliere dell’Udc: «Il sindaco Marina Romanò non mi ha mai chiesto nulla e non c’è stato nessun tentativo di avvicinamento».
Ga.Bass.


CESANO - 22 Giugno 2011
Il futuro del Pdl appeso all’incontro col coordinatore Mantovani
— CESANO MADERNO —

SOLO dopo il «chiarimento» con il coordinatore regionale Pdl Mauro Mantovani, in programma lunedì, sarà possibile saperne di più sul futuro politico della Giunta di centrodestra di Cesano Maderno. La coordinatrice provinciale Pdl Elena Centemero ha dichiarato ieri l’intenzione del partito di lavorare per dare sostegno a un’Amministrazione che faccia il bene di Cesano Maderno. L’onorevole Centemero, che sarà all’incontro di lunedì insieme all’altro coordinatore provinciale Roberto Alboni, ieri ha preso le distanze dal comunicato emesso a nome del gruppo consigliare Pdl che rimproverava al sindaco l’eventuale tentativo di avvicinamento politico all’ex sindaco oggi rappresentante Udc, Paolo Vaghi. Un tentativo peraltro smentito categoricamente da entrambi. «Bisogna capire quanti del gruppo consigliare hanno condiviso quel comunicato. Non so se tutti erano d’accordo» ha aggiunto la Centemero lasciando intendere che si stia marcando una spaccatura netta all’interno del gruppo consigliare, peraltro già evidenziatasi nell’ultimo Consiglio comunale sul bilancio consuntivo 2010, quando tre consiglieri del Pdl hanno votato a favore con Lega e sindaco, mentre gli altri 7, con la loro astensione, hanno determinato la seconda bocciatura, con la conseguente necessità di nominare un commissario. Pare che proprio a causa di questa bocciatura sia saltato l’incontro in programma la scorsa fine settimana tra i vertici provinciali di Lega e Pdl. Dal fronte Lega a questo punto si rimanda a un «confronto» che potrebbe anche trasformarsi in un «regolamento di conti», tutto interno al Pdl. Prima, venerdì, sindaco, giunta e consiglieri dovrebbero trovarsi insieme in Comune per il saluto al direttore generale Pietro Pio Spotti, che va in pensione. Chissà se la nomina del suo sostituto sarà terreno di scontro?
Gabriele Bassani

Rassegna: Il Giorno MB dal 24 al 30 Maggio 2011

lunedì 30 maggio 2011 | ,




Rassegna stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le notizie più interessanti apparse sul Giorno - Monza e Brianza dal 24 al 30 Maggio 2011. Iniziamo da Cesano Maderno, per poi passare più in generale ai comuni della Brianza.



Cesano Maderno


CESANO - 25 Maggio 2011
A rischio l’ambulatorio dell’Asl
— CESANO MADERNO —

CESANO rischia di perdere l’ambulatorio per le vaccinazioni dell’Asl. Salvo cambi di rotta dell’ultima ora, infatti, dal 20 giugno tutte le vaccinazioni per i bambini (o per gli anziani nel caso di quella antinfluenzale) sinora assicurate dall’ufficio con sede in via San Carlo, si potranno effettuare nelle sedi Asl di Desio o di Limbiate. Il tema è stato discusso durante l’ultima assemblea dei sindaci, dove a rappresentare Cesano, su delega del sindaco c’era il consigliere comunale Raffaello Fioravanti, presidente della Commissione Servizi alla persona. Il giorno successivo l’assessore Spagnuolo ha inviato una lettera all’Asl, ribadendo la contrarietà alla chiusura del servizio a Cesano, già espresso in assemblea da Fioravanti, e sottolineando la necessità di riaffrontare il tema all’assemblea dei sindaci di inizio giugno. In ballo ci sono circa cinquemila controlli l’anno soprattutto per i bambini. Contrarie alla chiusura anche le opposizioni che durante l’ultimo consiglio comunale hanno imputato anche questa situazione ai problemi interni alla maggioranza e alla poca comunicazione all’interno della giunta. «Questa amministrazione per le sue discussioni, antipatie, litigi, sta impoverendo Cesano», denuncia Pietro Nicolaci del Pd.
Ga.Bass. 


CESANO - 26 Maggio 2011
UN TRAUMA CRANICO E UNA FERITA A UNA GAMBA INCASTRATA FRA I MULETTI
Due infortuni sul lavoro in poche ore


— CESANO MADERNO —
MATTINATA molto calda, sul fronte degli incidenti sul lavoro, ieri, per la polizia locale di Cesano. Gli agenti si sono dovuti «sdoppiare» per intervenire su due episodi, nel giro di pochi minuti uno dall’altro. Per fortuna, nessuno dei due si è rivelato grave. Le maggiori preoccupazioni le ha destate quello successo intorno alle 11 presso la ditta Arcese Log di via Groane 6, che svolge attività di stoccaggio, confezionamento e movimento merci per conto terzi. Qui è rimasto ferito un operaio di 35 anni, I.C., che guarirà nel giro di qualche settimana: l’uomo è rimasto incastrato con un piede fra due muletti. «Niente di grave comunque - tranquillizza il suo responsabile dalla ditta - lui era giù che lavorava sul muletto, da solo, mentre noi eravamo negli uffici. Nell’avvicinarsi a un altro mezzo ha messo male la caviglia ed è rimasto incastrato».
SCATTATO l’allarme, sul posto sono intervenuti i mezzi del 118 e i vigili. La situazione, sembrata inizialmente grave, si è sbloccata presto: molto dolorante, l’uomo è stato portato in ospedale a Desio, dove però i medici hanno escluso fratture. È stato affidato ai chirurghi per ricucire i tagli, non dovrebbero quindi esserci particolari complicazioni. Poco dopo gli agenti hanno svoltato verso via De Medici, presso la Special Flanges, azienda specializzata in anelli e dischi, dove un operaio nel manovrare una chiave inglese, se l’è data in testa: per lui, un leggero trauma cranico.
Ale.Cri.


CESANO - 27 Maggio 2011
Vaccinazioni: servizio a rischio
— CESANO MADERNO —

CESANO rischia di perdere l’ambulatorio per le vaccinazioni dell’Asl. Salvo cambi di rotta, infatti, dal prossimo 20 giugno tutte le vaccinazioni fino ad oggi assicurate dall’ufficio con sede in via San Carlo, si potranno effettuare solo nelle sedi Asl di Desio o di Limbiate. Il tema è stato discusso anche durante l’ultima assemblea dei sindaci, dove a rappresentare Cesano, su delega del sindaco, c’era il consigliere comunale Raffaello Fioravanti, presidente della Commissione Servizi alla persona. Il giorno successivo l’assessore Spagnuolo ha inviato una lettera all’Asl, ribadendo la contrarietà alla chiusura del servizio a Cesano. In ballo ci sono circa cinquemila controlli l’anno soprattutto per i bambini, le cui famiglie andebbero incontro a maggiori difficoltà per il trasferimento. Le opposizioni durante l’ultimo Consiglio hanno imputato questa situazione ai problemi interni alla maggioranza. «Questa Amministrazione per i suoi litigi, sta impoverendo Cesano», ha commentato Pietro Nicolaci del Pd.
Ga.Bass.


CESANO - 27 Maggio 2011
L’ASSESSORE GLI AVEVA DATO DEL MAFIOSO
Pace fra Vaghi e Mazzacuva. L’ex sindaco ritira la querela
— CESANO MADERNO —

SI È CHIUSA CON UNA LETTERA di scuse da rendere pubblica la vicenda che vedeva opposti in giudizio l’ex sindaco Paolo Vaghi e l’attuale assessore all’Ecologia, Giuseppe Mazzacuva. Quest’ultimo era stato querelato da Vaghi dopo che durante l’accesissima campagna elettorale di due anni fa gli aveva dato del «mafioso». I fatti contestati risalgono al 2 giugno 2009, in occasione di un incontro svoltosi all’interno del teatro Don Pedretti di Cesano Maderno, quando Mazzacuva pronunciò la frase «Sindaco Vaghi, tu sei mafioso!». Davanti al giudice di pace di Desio, Vaghi ha proposto la rimessione della querela in cambio di una lettera di scuse che esplicitasse il contenuto non veritiero dell’affermazione. Proposta accettata da Mazzacuva: «Formulo allo stesso Vaghi esplicite e formali scuse, trattandosi di offese non veritiere», ha scritto l’assessore. Soddisfatto Vaghi che commenta: «Non cerco vendette, voglio solo il ripristino della legalità e non ho mai voluto quantificare il valore della mia onestà».
Ga.Bass.


CESANO - 28 Maggio 2011
UNA DELLE RASSEGNE PIÙ IMPORTANTI DEGLI STATI UNITI IN OMAGGIO A EXIBITALIA, UNICA TAPPA
L’arte contemporanea al Borromeo
In mostra venti autori italiani che lavorano in tutto il mondo e ospiti internazionali
di GABRIELE BASSANI
— CESANO MADERNO —

SARÀ VISITABILE fino al 18 giugno l’eccezionale mostra di arte contemporanea allestita a Palazzo Borromeo in omaggio a Exhibitalia, primo padiglione di rappresentanza nel cuore di Miami realizzato in occasione di Art Basel Miami 2010, una delle rassegne di settore più importanti degli Stati Uniti. Quella di cesano Maderno è l’unica tappa italiana della raccolta di opere, tributo ad Euart, progetto internazionale per promuovere l’arte contemporanea nel mondo ideato e prodotto da Ilaria Niccolini Production, con la collaborazione delle gallerie d’arte Poliedro di Trieste e Syrlin Association dalla Germania. Gli artisti presenti a Palazzo Arese Borromeo sono una ventina, artisti italiani che lavorano in tutto il mondo e ospiti internazionali dalla Germania, dal Venezuela e dalla Cina. Espongono opere di vario genere: dalla pittura alla scultura alla fotografia al design, passando per installazioni particolarmente originali, con stoffe, minerali, metalli, materie plastiche o giochi di luce.
Per la sezione dedicata alla fotografia, gli organizzatori della mostra hanno ingaggiato due grandissimi nomi: Cesare Colombo e Pietro Masturzo, vincitore del World Press Award 2010. Tra i protagonisti negli altri settori anche Sergio Poddighe, Sandra Gardlo, Vincenzo Armato, Gustavo Maestre, Carla Abbondi, Kalina Svetlisnski, Ronswitha Enzmann, Reinhard Frotscher, Lim Jung Hee, Konny Robkamp. Il progetto è curato da Maurizio Vanni, museologo, britico d’arte e direttore del Lu.C.C.A Museum.
«LA SCELTA di Cesano Maderno quale sede di eccellenza per ospitare un evento di così grande rilievo non è certo casuale - dichiara il sindaco Marina Romanò - ma appare dettata dalla vocazione della città, simbolo della vitalità orgogliosamente briantea e allo stesso tempo internazionale. Cesano Maderno si pone nella cornice della provincia di Monza e Brianza come un punto di riferimento significativo per la discussione sui temi dell’arte contemporanea». Il percorso espositivo, presenta un’originale accostamento tra le forme architettoniche e le decorazioni classiche dello splendido palazzo seicentesco e le forme d’arte moderna nelle quali si esprimono gli autori selezioni per questa speciale rassegna che viaggerà poi ad Amsterdam prima di varcare di nuovo l’Oceano per far tappa, tra l’altro a Chicago e Washington D.C.
«Stiamo lavorando ad un progetto di valorizzazione di artisti emergenti ma anche di firme affermate, che si pongono sul mercato internazionale, dagli Stati Uniti agli Emirati arabi, passando proprio con Euart, anche per l’Europa», aggiunge la produttrice dell’evento Ilaria Niccolini. La mostra è aperta tutte le sere dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19. 


CESANO - 29 Maggio 2011
IN VIA GARIBALDI UNA SIGNORA È CADUTA RIPORTANDO ALCUNE ESCORIAZIONI
Scippi e borseggi, è allarme
Sei episodi in 15 giorni, caccia a una coppia di ragazzi su uno scooter
di ALESSANDRO CRISAFULLI
— CESANO MADERNO —

CACCIA agli scippatori-borseggiatori, a Cesano. Negli ultimi giorni, la città è stata presa di mira da una coppia di balordi, che avrebbe messo a segno, o tentato, almeno sei colpi. A parte che in un caso, le descrizioni convergono sempre, sia per quanto riguarda le modalità che i possibili autori: si tratta di due ragazzi che viaggiano su un agile e potente scooter, girano il territorio, adocchiano le vittime più facili (donne, magari di una certa età, che dimostrano non troppa accortezza nel custodire la borsa) e poi entrano in azione: il “film” è spesso identico, le sorprendono alle spalle, poi uno allunga la mano sulla borsa. In qualche caso si è trattato di un semplice furto, ad esempio ai danni di una signora che teneva la borsetta nel cestello della bicicletta, mentre in altri c’è stato anche lo «strappo», quindi lo scippo vero e proprio. Per fortuna, a parte che in una situazione verificatasi in via Garibaldi, dove la donna è caduta e ha riportato alcune escoriazioni non gravi, non si sono registrati altri feriti. A parte la paura, sempre tanta in questi casi, per la sorpresa e la velocità dell’azione. Le denunce registrate nella caserma dei carabinieri sono quattro, nelle ultime due settimane, ma le azioni sarebbero state di più. Epicentro della situazione sarebbero i mercati e i supermercati della città, dove i furbetti si aggirerebbero a caccia delle proprie prede, per poi magari colpire appena si allontanano dai negozi. Episodi sono stati segnalati in corso Libertà, in via Cavour a Binzago, a Cassina Savina, in via Garibaldi e nel parcheggio dell’IperDì.
I CARABINIERI della tenenza cittadina si sono subito attivati per cercare di risalire all’identità dei giovanissimi malviventi (uno sembrerebbe minorenne) e coglierli sul fatto: per questo sono in corso controlli a tappeto sul territorio. In questo senso può essere fondamentale la collaborazione dei cittadini: chi dovesse esserne vittima, denunciando subito il fatto e tutti i dettagli dei soggetti; chi dovesse essere testimone, allertando i carabinieri e magari segnando la targa del veicolo utilizzato per la fuga. Potrebbe essere l’input giusto, per bloccare sul nascere il fenomeno.



Provincia di Monza e Brianza


25 Maggio 2011

SEREGNO
Uffico tecnico Indagato il dirigente
— SEREGNO —

UN AVVISO di garanzia al dirigente dell’ufficio tecnico comunale, ingegner Franco Greco, dirigente dei lavori pubblici, dopo la visita della Guardia di Finanza su mandato della Procura di Monza. E’ la terza visita in 20 giorni. Le fiamme gialle dopo la perquisizione negli uffici durata alcune ore avevano portato con sè un computer e, secondo indiscrezioni, avrebbero perquisito anche la sua abitazione. L’ingegner Greco, che già nel pomeriggio di ieri si è recato in Procura, dirige l’ufficio dal 2005 da quando venne esonerato Calogero Grisafi. Una vicenda che aveva avuto uno strascico in carte bollate con il tribunale del lavoro che ordinò il suo reintegro condannando il Comune ad un risarcimento di 400 mila euro. Il sopralluogo della Finanza e l’inchiesta sono legati alla vicenda di un’area di 3 mila metri quadri in zona S. Carlo, alle spalle del cimitero, dove sarebbero stati accatastati 5 mila rifiuti ferrosi e costruito un capannone abusivo con un’ordinanza di abbattimento mai eseguita e per la quale la Procura ha continuato a tenere aperta la pratica, mentre nel frattempo era stata presentata un’istanza per sanare la situazione e rendere edificabile il terreno a destinazione agricola.



26 Maggio 2011

LIMBIATEL’UNIONE DI CENTRO APPOGGIA PICOZZI; FLI, SI E NUOVO POLO CON DE LUCA
Il ballottaggio spacca il terzo polo. L’Udc va con il Pdl, gli altri con il Pd
di GABRIELE BASSANI
— LIMBIATE —

COLPO di scena a tre giorni dal voto per il ballottaggio: l’Udc sceglie di appoggiare Eugenio Picozzi, già sostenuto da Pdl, Lega e liste civiche, mentre il resto della coalizione del «terzo polo» ha scelto di stare con Raffaele De Luca, candidato sostenuto dal centrosinistra. Oltrepassato il termine degli apparentamenti, a distanza di poche ore l’una dall’altra, due distinte conferenze stampa hanno formalizzato gli accordi raggiunti contribuendo però ad aprire nuovi fronti polemici, soprattutto all’interno dell’area di centro. Il primo a uscire allo scoperto è stato l’Udc, che con Tino Grassi, assessore uscente, schierato al fianco di Eugenio Picozzi e Antonio Romeo ha annunciato la scelta del partito, a livello locale, di sostenere ufficialmente, al secondo turno, la coalizione di centrodestra. «Abbiamo fatto una scelta ben ponderata, dopo avere sentito i rappresentanti del partito a livello provinciale, gli iscritti a livello locale, i componenti della nostra lista e i nostri potenziali elettori», ha spiegato Grassi. «Per prendere questa decisione c’è voluto del tempo e per questo ci siamo arrivati anche dopo il termine per gli apparentamenti ma non lo riteniamo un grosso problema, ora faremo in modo di far conoscere ai nostri elettori la decisione». Per Grassi, l’appoggio a Picozzi vuole riconoscere e valorizzare «Dieci anni di una bellissima esperienza insieme», anche se al primo turno aveva voluto tentare la corsa in un altro schieramento che, parole sue, «correva per vincere».
NON PASSANO 24 ore e nel primo pomeriggio di ieri, il cosiddetto «terzo polo», formato da Fli, Si per Limbiate e Nuovo Polo Limbiate, che ha sostenuto nel primo turno Carlo Schieppati, anche col simbolo dell’Udc, annuncia l’appoggio ufficiale a Raffaele De Luca. «La nostra è una scelta di coalizione a fronte di un preciso accordo di programma che ci vede vicini al progetto di Raffale De Luca», spiega Schieppati. «Agli elettori che ci hanno dato fiducia nel primo turno (oltre il 10%, ndr) da oggi chiederemo di far convergere il voto su De Luca». Alla conferenza stampa sono presenti esponenti delle diverse liste che hanno sostenuto Schieppati al primo turno, tra cui anche alcuni che si sono candidati per l’Udc.


VIMERCATE
Scontro fra Psi e Amministrazione. Il sindaco tuona: «Basta alimentare sospetti»
— VIMERCATE —

VOLEVA essere solo un’innocua dichiarazione di sostegno del partito socialista ai candidati della lista di Sinistra Ecologia e Libertà alle elezioni del 15 e 16 maggio. Invece, è successo il finimondo. Con il segretario generale del Comune di Vimercate, Ciro Maddaluno, che ora chiede alla magistratura di svolgere delle indagini contro quelle che ritiene accuse gravi. Ecco il motivo della scandalo: «Non permetteremo più - aveva scritto Franco Levati, leader del Psi - che l’incapacità e le inadempienze di alcuni dirigenti diventino motivo di dimissioni di assessori». Il riferimento era alla vicenda dei lavori di ampliamento della palestra G Club, effettuati secondo l’opposizione di centrodestra prima che il Consiglio li autorizzasse e costata il posto all’assessore all’Urbanistica Laura Curti. Il sindaco Paolo Brambilla tuona: «Chi alimenta insinuazioni di questo genere con dichiarazioni gratuite, o ha elementi seri, ed allora deve assumersi la responsabilità di parlare chiaramente, oppure deve tacere, e non prestarsi a gettare discredito e pesanti sospetti su chi lavora per il nostro Comune».
Ant.Ca.


COGLIATE
Opposizione all’attacco: «Svendute le proprietà comunali»
— COGLIATE —

DOPO LA NOMINA, non priva di polemiche, si è riunita per la prima volta la Commisione consigliare sul progetto di recupero di Palazzo Rovelli, ma il gruppo d’opposizione Uniti per Cogliate punta il dito contro l’Amministrazione accusata di errori e ritardi. «In 10 anni - scrive il gruppo Uniti per Cogliate - la Lega Nord e il Pdl hanno sprecato il territorio e svenduto tutte le proprietà comunali per mettere da parte i soldi per la ristrutturazione di Palazzo Rovelli come nuova sede municipale. Sono stati accantonati circa 5 milioni di euro ma non sono ancora riusciti a iniziare i lavori per la realizzazione dell’opera. Oggi scopriamo che la valanga di soldi messi da parte per Palazzo Rovelli non servono più per quell’obiettivo. Purtroppo però quei soldi sono lì, bloccati in quanto c’è una legge che prevede che gli oneri incassati devono essere spesi per quella finalità, inoltre non possono essere utilizzati a causa del patto di stabilità voluto dal governo Berlusconi e dal ministro Tremonti. La politica disastrosa di Lega e Pdl ci ha portato a questo paradosso: abbiamo tanti soldi in cassa, non possiamo utilizzarli e mancano le opere necessarie. Un buon amministratore non accantona risorse, non le tiene da parte, ma fornisce i servizi necessari ai cittadini».
Ga.Bass.



28 Maggio 2011


IL COMMENTO
GIOCHI APERTI CON POCO ROSA NEI MUNICIPI


SEI SFIDANTI per tre poltrone. A Limbiate, Desio e Arcore i giochi sono apertissimi: nessuno degli aspiranti sindaco gode di una posizione di rendita legata a una carica in scadenza e chi è rimasto ha scelto di arrivare alla finale senza compromessi dichiarati, ufficializzati dagli apparentamenti.
Gli sfidanti non sono novellini della politica, ma neppure sindaci uscenti in cerca del bis (lo stesso Enrico Perego è stato sindaco di Arcore negli anni Novanta). I loro predecessori sono tutti fuori gioco: Antonio Romeo a Limbiate ha raggiunto il limite di mandato, Marco Rocchini ad Arcore ha deciso di non ricandidarsi, mentre Giampiero Mariani a Desio prima si è trovato alla porta il commissario prefettizio e poi ha perso la partita elettorale al primo turno, che lo escluso dai ballottaggi.
Difficile scommettere su un risultato quindi, mentre sul passato più recente un dato è certo: su 38 candidati alla poltrona di sindaco nei nove Comuni chiamati al voto in Brianza due settimane fa, solo quattro erano donne.
Eppure la Brianza ha una grande tradizione in fatto di donne in politica, a partire dall’ex zarina di Monza Rosella Panzeri, sindaco della Dc di vent’anni fa.
Il colore rosa è addirittura inesistente a Desio, dove al primo turno ai nastri di partenza si sono presentati in 10, mentre a Vimercate c’era una donna contro 3 uomini, così come ad Arcore, Varedo e Biassono, mentre a Vedano al Lambro, dove è uscita di scena la prima cittadina Patrizia Lecchi, a giocarsi la poltrona si sono presentati quattro uomini. Stesso scenario a Limbiate, mentre a Verano Brianza gli sfidanti in lizza erano tre uomini.
Anche a Lazzate è stata una sfida a due, naturalmente maschi.


Ultimo appello al voto, a Desio niente inciuci
Corti: basta poteri personali, occasione storica per cambiare pagina. Arienti: immuni da affarismi e collusioni, più partecipazione
di ALESSANDRO CRISAFULLI
— DESIO —

ALLA FINE hanno deciso di presentarsi così, solo con la loro forza: i loro muscoli (politici), la loro testa, i loro programmi. Senza «inciuci». Convinti di potercela fare, anche se partono l’uno, Roberto Corti, dal 37 e l’altro, Silvio Arienti, dal 20% del primo turno. Ma Silvio Arienti, il ginecologo della Lega che corre anche con la civica Per Desio, è sicuro di poter partorire lo stesso una vittoria: «Invito gli elettori ad andare a votare, perchè l’astensione favorisce la sinistra - è il suo appello, in punti -. Corti è il candidato sindaco di una coalizione di sinistra, non di centrosinistra. Nella compagine che lo sostiene ci sono elementi di estrema sinistra, ipergarantisti a senso unico che, anche se non lo scrivono nel programma elettorale, sono disponibili ai campi nomadi, moschea, centri sociali, assunzione nei concorsi pubblici di extracomunitari, penalizzando i nostri giovani». Votare per lui, invece, «significa votare per chi non ha interessi economici in città, pur lavorandoci dagli anni ‘70, ed è immune da collusioni affaristiche, significa votare un cambiamento radicale nella politica cittadina, rimanendo nell’alveo dei valori del centrodestra. Con l’impegno di prevenire l’infiltrazione della malavita, controllando gli appalti, tramite apposita commissione consigliare, sino all’ultimo subappalto, mantenendo una tracciabilità». E ancora: «Di favorire il più possibile la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Di prendersi cura della sicurezza, completando l’organico della polizia locale e rendendo più stringente il controllo del territorio, creando, tra l’altro, un deterrente nei confronti degli abusi edilizi ed ambientali. Di rivisitare il PGT con lo scopo di contenere la cementificazione e non superare i 43000 abitanti, preservando il verde. Di occuparsi delle strade, del decoro urbano, dei parchi, delle barriere architettoniche».
«ABBIAMO ANCORA DESIO in Comune! - è invece lo slogan scelto da Roberto Corti per il suo appello - oggi a Desio c’è una buona aria. Girando per le strade, parlando con le persone, sento che è ora. Per dieci anni nella nostra cara città abbiamo assistito impotenti - ma non in silenzio - all’agire di poteri interessati solo ad accrescerlo ancora di più: il proprio, personale, potere. Ma noi siamo tanti e possiamo cambiare la nostra vita, davvero». «Dedicherò tutto me stesso - assicura - le energie, le conoscenze, le esperienze acquisite in anni di professione e di attività pubblica, ma soprattutto con il vostro aiuto, al rinnovamento dell’amministrazione politica della nostra città. La mia dedizione è sempre stata totale e sincera. Chi mi conosce lo sa. Oggi abbiamo una occasione che definisco storica. E abbiamo un obbligo: liberare e rinnovare l’intelligenza di tutti noi, perché insieme dobbiamo andare alla conquista di quegli spazi dove si possono condividere i pensieri e le indicazioni di altre donne e uomini. Voglio che Desio sia pulita, moderna, migliore. Cambiamo finalmente l’amministrazione della nostra città».


LIMBIATE LA SPACCATURA DEL TERZO POLO SULL’APPOGGIO AI DUE ASPIRANTI SINDACO CHIUDE CON LE SCINTILLE LA CAMPAGNA ELETTORALE
Picozzi ha progetti ambiziosi, De Luca punta sulla forza delle idee
di GABRIELE BASSANI
— LIMBIATE —

ULTIME SCINTILLE di campagna elettorale ieri a Limbiate con la polemica incentrata soprattutto sulla spaccatura del «terzo polo» che si è diviso sull’appoggio ai due candidati che domani e lunedì si giocano al ballottaggio la poltrona di sindaco per i prossimi 5 anni. Raffaele Picozzi, il medico che ha messo d’accordo tutta l’area di centrosinistra, nell’ultimo appello rivolto agli elettori punta soprattutto sull’idea di rinnovamento, che ha caratterizzato l’intera campagna elettorale. «Stiamo portando avanti un progetto di rinnovamento che parta dalla gente, dai suoi bisogni e desideri: noi siamo pronti ad accoglierli e a metterci al lavoro - dice - Siamo una grande “forza tranquilla” come amo definirla, una forza che può davvero rappresentare per Limbiate un’occasione storica. Per essere un buon sindaco non ci vogliono tante ore, bastano serietà nei confronti dei cittadini, una squadra al di sopra ogni sospetto e chiarezza di idee. Limbiate è la città che mi ha accolto tanti anni fa. Oggi mi candido a sindaco con spirito di servizio per lavorare nell’interesse generale dei limbiatesi e perseguire il benessere dell’intera comunità». Sul fronte opposto, sostenuto dalle forze di centrodestra, Eugenio Picozzi, ex commerciante, presidente del consiglio comunale uscente, ha fatto della continuità il suo cavallo di battaglia: «Anzitutto il primo appello che faccio ai cittadini di Limbiate è quello di partecipare tutti al ballottaggio di domenica e lunedì. Poi chiedo di votarmi per continuare a cambiare Limbiate, come ha fatto la giunta uscente in questi ultimi 10 anni. Abbiamo dimostrato di saper sognare e di saper realizzare e vogliamo continuare a farlo. Abbiamo progetti ambiziosi contenuti nel programma che contiamo di realizzarli proseguendo il nostro percorso: scuole, casa di riposo, città satellite, Villa Medolago, recupero dei centri storici della città sono i nostri principali obiettivi, insieme alla massima attenzione sul fronte del lavoro con l’investimento in aree produttive e l’impegno ad ottenere dalla Provincia convenzioni favorevoli per le aree di Mombello dell’ex Antonini».
QUELLA CHE SI È CHIUSA ieri sera è stata una campagna elettorale particolarmente accesa, che ha vissuto, soprattutto nell’ultima settimana, momenti di particolare tensione, con scambi di battute tra i due schieramenti non propriamente improntati al fair play.


LA SFIDA DI ARCORE
di ANTONIO CACCAMO
— ARCORE —

ULTIME BATTUTE di campagna elettorale. A tirare la volata a Rosalba Colombo sono arrivati giovedì Walter Veltroni e ieri il consigliere comunale del Pd Beppe Civati. Mentre il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha cercato di spianare la strada del ballottaggio ad Enrico Perego. La sfida è aperta. Il candidato di Pdl, Lega Nord e Arcore Incontro spera nel recupero. La concorrente del centrosinistra (Pd, Sel, Idv, Federazione della sinistra, Rosalba Colombo sindaco) ha chiuso il primo turno in vantaggio di sei punti e mezzo; 630 voti: 46,8 contro 40,2%. Ora ha incassato l’apparentamento con l’Udc. Perego non dispera. Lunedì vorrebbe fare un bel regalo a Silvio Berlusconi.
Abbiamo raccolto gli ultimi appelli al voto dei due candidati. La democratica Rosalba Colombo confida nel vento del cambiamento: «Il risultato delle urne del 15 e 16 maggio ha detto forte e chiaro che i cittadini di Arcore vogliono cambiare. Non ne possono più di un modo di governare che li ha prima illusi e poi ignorati per ben cinque anni. Gli arcoresi hanno detto basta e hanno scelto di premiare un approccio nuovo alla politica e all’amministrazione: partecipato, condiviso, sereno». Rivendica a se un nuovo modo di amministrare: «È un approccio che abbiamo già messo in campo in questi mesi, incontrando e ascoltando i cittadini, parlando con tutti e raccontando con toni chiari e sereni un nuovo progetto di città: un paese proiettato verso il futuro, aperto alle nuove sfide, ma anche saldamente ancorato alla propria identità, ai propri valori e alle proprie tradizioni. Un paese che non si rinchiude più su se stesso, ma che anzi dialoga, propone e cresce nel rispetto dell’ambiente, del territorio, degli anziani, dei giovani, delle donne, di chi è in difficoltà. La migliore Arcore della nostra vita, insomma»
ENRICO PEREGO cerca di mobilitare il suo elettorato: «Molti cittadini sono un pò delusi dalla politica, molti non sono andati a votare al primo turno, molti lo hanno fatto malvolentieri. Molti hanno il pensiero rivolto alle questioni nazionali e provano delusione, da ogni parte. Promesse sono state fatte da tanti. Io prometto una cosa che so che potrò mantenere: il mio massimo impegno e la mia competenza per “fare” le cose, soprattuto le piccole, dopo aver ascoltato la gente». Forte la sua polemica con «la sinistra»: «Bloccheranno tutti i progetti da approvare, solo per motivi pregiudiziali. Loro non hanno scrupolo nel manipolare cifre ed eventi a loro tornaconto. Basti pensare all’impianto di betonaggio, su cui ho già detto no più volte: loro ciarlano bofonchiando di ambiente e poi non si ricordano che solo questa amministrazione ha eliminato l’amianto dalle scuole. Perchè questi interventi non sono stati fatti dalle loro amministrazioni di sinistra? E poi perchè continuano a parlare di “giunta Rocchini-Perego”, sapendo bene che io non ho amministrato Arcore negli ultimi anni? Spero che gli arcoresi votino chi, come me, è concreto, pragmatico, ha un progetto chiaro per la città».


LISSONE OPPOSIZIONI AUTOCONVOCATE PER PROTESTARE CONTRO IL SINDACO
Il Consiglio trasloca in piazza
Nel mirino la decisione di cancellare una seduta all’ultima ora
di FABIO LUONGO
— LISSONE —

«IL VENTENNIO fascista di Lissone deve finire». È con questa durissima presa di posizione del capogruppo del Pd-Vivere Lissone, Renzo Perego, che le opposizioni hanno suggellato il Consiglio comunale urgente e straordinario autoconvocato giovedì sera all’aperto, nella piazzetta antistante il municipio.
UN SEGNO di protesta contro «l’inqualificabile comportamento della maggioranza, che calpesta ogni regola di democrazia e correttezza istituzionale cancellando un consiglio regolarmente previsto solo perché non ha le delibere urgenti dei costruttori da approvare». Una sorta di seduta vera e propria, aperta dall’Inno di Mameli e dall’appello, con tanto di sedie, pubblico - una quarantina di persone - commemorazione dell’ex prevosto monsignor Luigi Allievi appena scomparso e ordine del giorno su «Lo stato dell’amministrazione di Lissone», nonché una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Ambrogio Fossati votata all’unanimità dai presenti, spettatori compresi. Una seduta organizzata dopo che il Consiglio comunale previsto per la stessa sera era stato annullato due giorni prima «per la mancanza di un numero consistente di consiglieri, come recita la comunicazione inviata: tutti consiglieri della maggioranza, però», attaccano i rappresentanti di Pd, Listone e Per Lissone Oggi. «È un fatto gravissimo, che non poteva essere passato sotto silenzio - ha spiegato Perego -. La maggioranza nell’amministrare non pensa agli interessi della città ma agli interessi di pochi. Questa maggioranza non è capace di perseguire il bene comune. Occorre cambiare».
«QUESTA iniziativa è una forzatura che abbiamo fatto per evidenziare la scarsa attenzione dell’amministrazione comunale - ha sottolineato Ruggero Sala di Per Lissone Oggi -. Quando si tratta di parlare di Piani integrati e Piani di lottizzazione gli ordini del giorno vengono invertiti a forza di maggioranza, ma basta girare per le strade per capire che questa amministrazione non ha la passione e l’attenzione per operare per la città. È il momento di svegliarsi, se no non si va da nessuna parte». «C’è trascuratezza e disinteresse nei confronti dei bisogni della città - ha accusato Egidio Arosio del Listone -. Mi sento preso in giro».


LISSONE LA REPLICA
«Una buffonata che svilisce le istituzioni»
— LISSONE —

«UNA BUFFONATA indegna. Si vede che hanno troppo tempo libero». Non usa giri di parole il sindaco Ambrogio Fossati per stigmatizzare il Consiglio comunale autoconvocato dalle opposizioni. «È stata una buffonata che svilisce le istituzioni - accusa Fossati -. Oltre ad aver infastidito i cittadini che spesso si trovano nello spazio davanti al municipio per chiacchierare, i consiglieri di minoranza hanno inscenato l’ennesima provocazione, fingendo di non sapere che il Consiglio è stato annullato per cause tecniche. Nessuna regola è stata calpestata. Vista l’assenza dell’assessore Luigi Bognani, in ospedale per motivi di salute, non sarebbe stato possibile discutere la delibera sui nuovi criteri per la somministrazione di alimenti e bevande nei pubblici esercizi. Ci è quindi sembrato opportuno rinviare una seduta altrimenti dedicata solo alla relazione del difensore civico, che non è urgente. Sarebbe stato uno spreco di risorse. Rispetto alla sfiducia al sindaco votata in piazza da una decina di supporter della sinistra, le mozioni di sfiducia si presentano in aula, avendo peraltro cura di raggiungere il numero minimo di firme per sottoporle al voto, cosa che non sono stati in grado di fare». F.L. 


SEREGNO L’ASSESSORE AI SERVIZI SOCIALI NON HA PIÙ UN RUOLO EGEMONE NEL PDL
Gavazzi silurato dal sindaco?
No comment da Mariani, mentre il protagonista smentisce
di GIGI BAJ
— SEREGNO —

NOVITÀ IN ARRIVO a Seregno. Nelle ultime ore si è fatta sempre più insistente la notizia di una imminente sostituzione all’interno della Giunta di centrodestra. Con le valigie ormai pronte sarebbe infatti l’assessore Attilio Gavazzi (Pdl) al quale il sindaco Giacinto Mariani potrebbe togliere la delega ai Servizi Sociali. Un provvedimento che potrebbe essere ufficializzato addirittura lunedì prossimo alla vigilia della riunione di giunta.
BOCCHE CUCITE a palazzo Landriani-Caponaghi dove il sindaco non ha voluto nè smentire nè confermare l’indiscrezione che da giovedì circola sempre più insistentemente in città. Voci che sono arrivate anche in Provincia, dove Attilio Gavazzi è anche vicepresidente del Consiglio. Evidentemente negli ultimi tempi tra Attilio Gavazzi e il sindaco di Seregno è venuta a mancare quella fiducia e quell’equilibrio politico indispensabili per portare avanti l’attività amministrativa: «Di questa vicenda - ha dichiarato l’esponente della Pdl - non so nulla. Ieri ho incontrato anche il sindaco che non mi ha minimamente accennato a volermi esautorare dall’incarico che mi aveva affidato all’indomani della sua rinomina alla guida della città. Credo di avere sempre lavorato bene, con competenza. Non penso quindi che la motivazione debba essere ricercata nella sfera della professionalità». Negli ultimi tempi Attilio Gavazzi sembra aver perso la leadership all’interno del Pdl seregnese ed anche in Consiglio comunale si sono notevolmente assottigliati i consiglieri rimastigli “fedeli”.
«QUALCUNO FORSE si dimentica che il sottoscritto è stato con 396 preferenze il più votato tra gli eletti - continua Gavazzi -. In politica ci sono regole non scritte che bisogna rispettare per potere andare avanti in tranquillità». In attesa di sapere quale sarà il suo futuro Attilio Gavazzi non risparmia una frecciatina ai giovani colleghi di partito: «Mi sembra che qualcuno voglia mettere in atto una sorta di autolesionismo che non porta proprio da nessuna parte - aggiunge -. I conti devono essere fatti alla fine di un percorso e non certo quando il treno è ancora in movimento».
A FRENARE L’EGEMONIA di Attilio Gavazzi sono state soprattutto le componenti interne vicine ad An e a Cl. Un ridimensionamento dell’ex leader democristiano che era già iniziato nel 2010 quando, all’indomani delle elezioni amministrative, gli erano state tolte le deleghe all’urbanistica e ai lavori pubblici andate proprio al ciellino Edoardo Mazza e a Gianfranco Ciafrone in quota An.
Dovette accontentarsi dei Servizi Sociali e della carica di vicesindaco. Evidentemente ai suoi avversari anche questo ridimensionamento non è stato sufficiente. A Seregno il “re sembrerebbe ormai nudo” ma, conoscendo le mille risorse e le conoscenze di questo uomo politico, l’ultima parola di questa vicenda non è stata ancora scritta.



29 Maggio 2011


Alle urne 72.400 brianzoli
di ANTONIO CACCAMO

SONO 72.400 i brianzoli chiamati alle urne domani e lunedì per il turno di ballottaggio necessario all’elezioni diretta del sindaco e del consiglio comunale a Desio, Limbiate ed Arcore. Ieri sono stati costituiti i 78 seggi. A Desio (31.807 elettori distribuiti in 34 sezioni) il ballottaggio è fra Silvio Arienti (Lega Nord) e Roberto Corti (Centrosinistra). A Limbiate (26.544 elettori, 28 seggi) se la vedranno Eugenio Picozzi (centrodestra) e Raffaele De Luca (centrosinistra). Ad Arcore (14.048 elettori, 16 seggi) la sfida è tra Rosalba Colombo (centrosinistra) ed Enrico Perego (centrodestra).
Come si vota? Sull’unica scheda che sarà consegnata compaiono i nomi dei due candidati al ballottaggio, accompagnati dai simboli delle liste che appoggiano la candidatura. Si vota facendo un segno sul nome di uno dei due candidati. La vittoria dell’uno o dell’altro dei concorrenti deciderà anche la composizione del consiglio comunale, che assegna la maggioranza dei posti alla coalizione del candidato vincente. Sono da distribuire, sulla base dei voti raccolti dalle singole liste elettorali e delle preferenze individuali al primo turno, 24 consiglieri a Desio, 24 a Limbiate e 16 ad Arcore.
I SEGGI ELETTORALI si sono costituiti ieri puntuali alle 16.
Rimarranno aperti oggi dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15. Per votare è necessario presentarsi al proprio seggio con un documento di identità valido (carta d’identità, passaporto o patente) e la tessera elettorale. Chi non l’avesse mai ritirata o l’avesse persa può farsela rilasciare e chiedere un duplicato per tutta la durata delle operazioni di voto all’ufficio elettorale del proprio comune, aperto per tutta la durata della votazione. L´ufficio anagrafe risponde anche nel caso di carte d’identità scadute. Il Comune di Limbiate, mette a disposizione per i diversamente abili che desiderano votare ma che non hanno nessuno che li accompagni, un servizio di trasporto interno che puo´ essere prenotato chiamando in Comune allo (02/9909971). Subito dopo la chiusura dei seggi, domani alle 15, cominceranno le operazioni di spoglio. Che saranno, prevedibilmente, più veloci e brevi rispetto al primo turno: quando si sono dovuti registrare voti di lista e preferenze dei candidati consiglieri comunali. Per informazioni: Desio: (tel. 0362392225); Limbiate (tel. 02.990971); Arcore (tel. 039.6017321).


COMUNE IERI È SALTATO IL CONSIGLIO PER LA QUINTA VOLTA. LA LEGA PROPONE UN PATTO AL CENTRODESTRA
«Basta dissapori e concludiamo il mandato»

«PROPONIAMO un patto amministrativo che ci porti a concludere l’ultimo anno di mandato». È saltato ancora ieri mattina, per la quinta volta nelle ultime 9 convocazioni, il Consiglio comunale e per la Lega Nord la misura sembra colma. I segnali di debolezza della maggioranza, che in 4 anni si è erosa da 27 a 22 consiglieri (un solo voto sopra il minimo legale di 21) si ripetono ed è il capogruppo del Carroccio, Marco Tognini, a indicare una ricetta alla coalizione: «Serrare i ranghi, superare i dissapori e rilanciare il programma di governo, a partire dal Pgt». Perché ieri, l’appello si è fermato a 20 e, se un’assenza è stata imprevedibile perché ha riguardato il sindaco Marco Mariani indisposto, l’altra, causata dal ritardo del leghista Luca Vimercati, ha invece generato sospetti e anche dissapori, neppure troppo velati, tra gli alleati. «La Lega ha l’obiettivo di compattare il suo gruppo – chiarisce Tognini -, parlando quindi anche a Vimercati che ha avuto ultimamente qualche defezione».
MA LE CONSIDERAZIONI vanno estese a tutti i gruppi a sostegno di Mariani con «un patto aperto al centrodestra – spiega il capogruppo leghista -, per far scomparire qualunque mal di pancia: si parte dai 22 consiglieri, mentre agli altri (gli ex Pdl di Forza Lombarda e Fli, e l’Udc) proponiamo un patto sui programmi. Ci sono da fare il Pgt, le cartolarizzazioni, opere pubbliche e altro». Diverso l’approccio nel Pdl dove non si parla di crisi, quindi neppure di eventuali rimedi. Il capogruppo azzurro Giuliano Ghezzi, si limita a constatare che «con gli attuali numeri si chiede un particolare sacrificio ai consiglieri». Sulla tenuta della maggioranza non si fanno previsioni se non che «sarà il sindaco - dice Ghezzi – a valutare fino a quando si può proseguire in questa situazione«. Tutt’altra prospettiva nel centrosinistra per cui sono già maturi i tempi per staccare la spina alla Giunta Mariani, anche sulla scia lasciata dalle ultime elezioni. «Volano gli stracci, con reciproche accuse tra Pdl e Lega – commenta il capogruppo Pd, Roberto Scanagatti -. La maggioranza continua a dirsi tale ma, di fatto, non c’è più», e anche il patto proposto da Tognini «ne è una dimostrazione. La Lega chiede una verifica, ma non la devono fare coi lavori sul Pgt in corso: sospendano i Consigli e quando si sono chiariti, dicano cosa intendono fare».
Martino Agostoni


VAREDO PRIMO CONSIGLIO COMUNALE AL CALOR BIANCO PER L’INTERVENTO DI COLOMBO DEL CENTROSINISTRA
Sfogo dello sconfitto: veleni su di noi
«Devo denunciare la campagna di disinformazione e falsità nei nostri confronti»
di VERONICA TODARO
— VAREDO –

CI HA PENSATO MAURIZIO COLOMBO, capogruppo di “Insieme per Varedo – Uniti per Varedo” a scaldare gli animi dei consiglieri durante la prima assisecomunale, a meno di quattordici giorni dall’elezione del nuovo sindaco. Un intervento breve, ma d’impatto, che ha lasciato tutti a bocca aperta. Rivolgendosi in particolare al sindaco Diego Marzorati Colombo ha esordito togliendosi un bel sasso dalla scarpa: «Ho apprezzato il commento che mi è pervenuto da lei e da altri esponenti della maggioranza per aver mantenuto la campagna elettorale ad un livello soft, senza eccedere in attacchi di carattere personale. Purtroppo io non posso esprimere lo stesso giudizio. Ho lasciato trascorrere quasi due settimane per evitare di essere troppo influenzato dall’emotività del momento, però non posso esimermi dal denunciare la campagna di disinformazione e di falsità portata avanti da alcuni vostri sostenitori. Avete seguito le indicazioni del vostro capo, “rivolgetevi alla parte meno intelligente del paese per farvi votare”».
COLOMBO HA PROSEGUITO raccontando che i sostenitori di quella che oggi è la maggioranza, avrebbero definito “ladri” alcuni componenti della lista, insinuando il sospetto di interessi personali per qualche altro. «Abbiamo accettato la vostra striminzita vittoria elettorale (43 voti di differenza tra una lista e l’altre, ndr) – ha continuato il capogruppo a voce alta – senza polemiche. Avremmo anche potuto chiedere il riconteggio delle schede come molte persone avrebbero voluto, ma non lo abbiamo fatto per non accentuare la spaccatura in due evidenziata dai risultati elettorali. L’augurio che facciamo alla città di Varedo è che non perdiate tempo a distruggere quanto di buono abbiamo preparato, i progetti pronti per partire, per non dover dire tra qualche mese povera Varedo».
I consiglieri di maggioranza hanno subito preso parola, da Enrico Galli, capogruppo del Pdl a Filippo Vergani, capogruppo della Lega Nord a Roberto Novati fino a Cristina Tau. Proprio quest’ultima ha mostrato tutto il suo disappunto per l’intervento di Colombo, volendo difendere in Consiglio la sua professionalità, presa di mira durante la campagna elettorale, fino ad offese personali di cattivo gusto. Per il resto il Consiglio è andato via liscio con la nomina dei membri delle varie commissioni. Altro punto interessante le “promesse”, o meglio i punti programmatici salienti della nuova Amministrazione durante il discorso di insediamento del neo eletto primo cittadino. Fattibilità delle proposte, funzionalità dei progetti, realizzabilità nel breve-medio periodo, questi i tre punti su cui fa leva il programma. «Per una Varedo più sicura – ha dichiarato il sindaco – ci adopereremo per migliorare l’illuminazione pubblica, aumenteremo la presenza della video-sorveglianza, istituiremo il terzo turno serale della Polizia locale, migliorando la dotazione organica». Tra le altre cose, «un secco no alle migliaia di metri quadrati di superficie commerciali previsti in area ex Snia», apertura di centri diurni integrati per anziani, un plesso unico scolastico alla Valera, un centro sportivo in viale Brianza, un centro di orientamento al lavoro per i giovani.



30 Maggio 2011


SEREGNO IL LEADER PDL CHIEDERÀ IL COMMISSARIAMENTO DEL PARTITO: «NON ESCLUDO GRUPPO AUTONOMO»
Il caso Gavazzi fa tremare la Giunta
«Se il sindaco decidesse il mio allontanamento, esecutivo in discussione»
di GIGI BAJ
— SEREGNO —

BUFERA ALL’INTERNO della Giunta e della maggioranza di centrodestra che governa la città di Seregno. Le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi in merito alla sostituzione all’interno dell’esecutivo del vicesindaco Attilio Gavazzi, assessore ai Servizi Sociali, hanno inevitabilmente innescato una serie di prese di posizioni che potrebbero minare la stabilità della stessa coalizione guidata da Giacinto Mariani. Ieri mattina lo stesso Attilio Gavazzi, al rentro da una missione istituzionale a Tortona, ha tenuto a precisare la propria posizione: «Attualmente - ha dichiarato il leader del Pdl al centro di una lotta interna con la componente di An e di Cl - rimango vicesindaco. Mi preme comunque sottolineare che, qualora il sindaco dovesse decidere per un mio allontanamento, mi sentirei in dovere di rimettere in discussione l’intero assetto della giunta. Non è da escludere che in consiglio comunale si possa formare un nuovo gruppo, eletto all’interno della maggioranza, che abbia una propria autonomia». Parole chiare che suonano da monito verso coloro che stanno in questo momento forzando i già precari equilibri politici all’interno del consiglio comunale dove qualche mese fa due rappresentanti della maggioranza avevano preso le distanze costituendo un gruppo indipendente: «Nel mio partito - ha ribadito Attilio Gavazzi che è anche vicepresidente del consiglio provinciale di Monza e Brianza - qualcuno si dimentica che il sopttoscritto ha raccolto alle ultime elezioni amministrative 396 preferenze risultando il più votato in città. In politica ci sono regole non scritte che bisogna rispettare per andare avanti in tranquillità. Se qualcuno pensa di cambiare queste regole in corsa si sbaglia e corre il rischio di andare incontro ad un autolesionismo molto pericoloso. Chiederò ufficialmente il commisariamento del partito visto che qualcuno si è permesso di chiedere al sindaco di ritirarmi le deleghe assessorili». Nelle prossime ore il sindaco Giacinto Mariani dovrà sbrogliare questa intricatissima matassa. Buttare a mare il suo vicesindaco per assecondare gli altri rampanti colleghi di giunta o salvarlo all’ultimo momento rischiando magari di incrinare i rapporti politici all’interno dello schieramento di centrodestra?
UN QUESITO difficile. La risposta deve comunque arrivare prima di domani sera quando è fissata la prossima riunione di Giunta che per qualcuno potrebbe rappresentare la resa dei conti.


Ritorno alle urne senza entusiasmo. Al ballottaggio crollano le affluenze
Dato peggiorato nei tre Comuni: fino a 10 punti meno rispetto a due settimane fa
DIECI PUNTI secchi in meno rispetto al primo turno. Solo il 44,43% dei desiani aventi diritto al voto si è recato alle urne per scegliere fra Roberto Corti e Silvio Arienti, ieri alle 22: un dato in netta flessione rispetto allo stesso momento del primo turno.

LE OPERAZIONI si sono svolte in massima tranquillità, con pochi momenti che hanno spezzato la noia elettorale: molto vigili in particolare i leghisti, che hanno un paio di volte chiesto l’intervento del segretario per schede consegnate chiuse, anziché aperte come prevede la norma, e per qualche cartellino dei rappresentanti di lista indicante anche l’invito a votare con il nome del candidato. Piccole schermaglie, in un clima generale comunque di discreto fair play, fra l’elettorato del centrosinistra e quello leghista. E gli altri? A vedere l’affluenza molti hanno preferito godersi la giornata di sole lontani dai seggi, ma non è mancato anche il caso di un elettore che si è presentato a compiere il suo dovere con una molletta di legno a tappare il naso.
Affluenza in forte calo anche a Limbiate nella prima giornata di ballottaggio in cui gli elettori sono chiamati a decidere a chi affidare la città per prossimi 5 anni, tra Eugenio Picozzi, sostenuto dal centrodestra e in vantaggio al primo turno e Raffaele De Luca, in corsa per tutto il centrosinistra. Alle 22 di ieri aveva votato il 45,18%. contro il 53,69 di due settimane fa. Vigilia di grande tensione con la distribuzione di volantini e l’affissione di manifesti dell’ultim’ora contestati e anche all’interno dei seggi era alta l’attenzione dei presidenti per garantire che tutto si svolgesse regolarmente. In particolare gli elettori venivano ammoniti sull’uso di telefonini in grado di scattare fotografie. Alcuni presidenti hanno chiesto espressamente di depositare il cellulare prima di recarsi in cabina.
Arcore non fa eccezione. Anche qui affluenza in calo. Alle 22 di ieri aveva votato circa il 51,10 degli aventi diritto. Due settimane fa il dato serale si era assestato sul 56,32%. Dunque meno votanti ma non troppo, se si considera che la città del premier resta quella dove si è votato di più, almeno in Provincia di Monza. Eppure la giornata era iniziata con una tendenza diversa: alle 12, la percentuale dei votanti era addirittura superiore rispetto al primo turno: 15,32% contro il 15,03 di quindici giorni fa. Questa mattina l’ultimo sprint per decretare il vincitore tra Enrico Perego del centrodestra e Rosalba Colombo del centrosinistra.
Gabriele Bassani
Alessandro Crisafulli
Marco Dozio

Rassegna: Il Giorno MB dal 20 al 23 Maggio 2011

lunedì 23 maggio 2011 | ,




Rassegna stampa redatta da SEL Cesano Maderno con le notizie più interessanti apparse sul Giorno - Monza e Brianza dal 20 al 23 Maggio 2011. Iniziamo da Cesano Maderno, per poi passare più in generale ai comuni della Brianza.



20 Maggio 2011 - Cesano Maderno


CESANO LETTERA AL PREFETTO. TENSIONE ALLE STELLE FRA PDL E SINDACO
Opposizione all’attacco: «Subito un commissario»
di GABRIELE BASSANI

— CESANO —
LE OPPOSIZIONI chiedono al prefetto di nominare subito un commissario ad acta per l’approvazione del bilancio consuntivo, mentre in maggioranza si apre un nuovo fronte di scontro tra il sindaco Marina Romanò (Lega) e i consiglieri del Pdl: giornata di fuoco anche quella di ieri per l’Amministrazione comunale di Cesano Maderno. Dopo l’ennesimo clamoroso scivolone in aula della maggioranza Pdl-Lega, che si è fatta bocciare il documento di rendiconto economico del 2010, i gruppi di minoranza hanno scritto al prefetto di Monza e Brianza, Renato Saccone, per chiedere un intervento urgente sulla situazione di stallo venutasi a creare. Secondo i firmatari della missiva, un nuovo passaggio in aula del bilancio, opzione che potrebbe essere indicata dal prefetto, è da considerarsi superfuo. Di qui la richiesta di procedere subito alla nomina di un commissario, che provvederebbe ad approvare il bilancio consuntivo rendendo disponibile l’avanzo di amministrazione. La richiesta contiene anche il riferimento al «mancato rispetto da parte del presidente del Consiglio comunale di un percorso condiviso e rispettoso delle leggi, dello Statuto e del regolamento» e chiede che «si proceda a prendere tutti i provvedimenti necessari per tutelare il Comune di Cesano Maderno».
NON BASTASSERO i rapporti tesissimi con l’opposizione, si aprono nuove crepe nella maggioranza e in particolare tra il sindaco e i consiglieri del Pdl ai quali non sono piaciuti i commenti sulle quattro assenze che hanno impedito alla maggioranza di essere tale. «Il sindaco ha parlato di questioni personali e dispetti reciproci - dichiara Andrea Copreni, vicecapogruppo del Pdl -, anche di fronte ad assenze per malattia con tanto di certificato medico e a impegni di lavoro. Dovrà rendere conto di queste sue gravi affermazioni. Se è a conoscenza di interessi personali o di altre questioni interne abbia il coraggio di riferirle pubblicamente. Altrimenti non si capisce perchè gli impegni di lavoro dell’assessore Pometto, che non è neanche un consigliere, sono ritenuti più importanti di quelli dei consiglieri Mornatta e Pronesti e per la sua preannunciata assenza si arriva a spostare un Consiglio comunale già convocato nonostante tutti i capigruppo all’unanimità si siano espressi in modo diverso. Di questo atteggiamento chiederò personalmente conto al sindaco durante il prossimo Consiglio». Ce n’è abbastanza per immaginare l’ennesima caldissima seduta dell’assemblea civica che però forse dovrebbe essere anticipata da una seria riflessione di Pdl e Lega sul «caso Cesano». Riflessione che rischia però di essere rimandata a dopo i ballottaggi.



21 Maggio 2011 - Cesano Maderno


CESANO LA LETTERA È STATA INVIATA AI VERTICI DEL PARTITO E AL SINDACO LEGHISTA MARINA ROMANÒ
Caos Pdl, il coordinatore Pacicca si dimette
Nel mirino c’è Elena Centemero: «Impegni non rispettati, difendo la mia dignità»
di GABRIELE BASSANI

— CESANO MADERNO —
ALTRA TEGOLA sul centrodestra di Cesano Maderno: stanco di non avere ascolto dai «vertici», ieri si è dimesso il coordinatore cittadino del Pdl, Domenico Pacicca. Lo ha fatto inviando una lettera ai coordinatori provinciali, regionali e nazionali del suo partito e, per conoscenza, anche al sindaco di Cesano, Marina Romanò (Lega Nord). Una presa di posizione clamorosa che è sintomatica della situazione di difficoltà che si sta vivendo all’interno di quello che, ultimi dati alla mano, è il primo partito in Brianza. Lo è anche a Cesano Maderno, ma sulla sua compattezza restano molti dubbi se si guarda quanto accaduto negli ultimi due anni, ovvero, paradossalmente proprio dopo la vittoria con l’elezione della nuova giunta Pdl-Lega. Scissioni (la nascita del gruppo Un futuro per Cesano), dimissioni (quelle del presidente del consiglio comunale Franco Busnelli), defezioni (quelle di diversi consiglieri Pdl nelle sedute di Consiglio con la conseguenza di far mancare il numero legale o di affossare la maggioranza sul bilancio consuntivo) sono le manifestazioni evidenti di un disagio che non sembra essersi sopito tra i rappresentanti cesanesi del partito di Berlusconi. Di qui la decisione di Pacicca, che ha «gettato la spugna». «Spero che questo mio gesto possa servire come stimolo affinchè finalmente vengano affrontati i problemi che da tempo affliggono il Pdl di Cesano Maderno - ha dichiarato l’ormai ex coordinatore -. È una decisione maturata a malincuore e dopo lunga riflessione, perché non ho trovato aiuto nè possibilità di dialogo con chi ha responsabilità organizzative superiori nel partito».
SENZA TROPPI giri di parole, Pacicca punta il dito in particolare contro la coordinatrice provinciale Elena Centemero: «Non si è quasi mai presentata agli incontri concordati - attacca -. L’ultima volta che ci siamo visti, il 10 marzo scorso, ci siamo lasciati con impegni ben precisi che non sono stati rispettati e adesso ci troviamo in questa situazione. Io ho una mia dignità professionale e politica da difendere e non intendo più metterle a repentaglio per questa situazione». Parole forti alle quali la coordinatrice provinciale Pdl, Centemero, alle prese con una forte faringite che le crea grosse difficoltà, replica puntualizzando: «Ho incontrato più volte Pacicca, il quale è ancora un coordinatore nominato direttamente da Ponzoni, mentre ormai da qualche mese abbiamo iniziato a far eleggere i coordinatori locali direttamente agli iscritti delle varie sedi». Per Cesano, questa elezione di un nuovo coordinatore, capace di far convivere le diverse anime del partito che si sono manifestate chiaramente nel corso degli ultimi mesi, diventa all’improvviso più urgente e con la situazione tesissima venutasi a creare dopo l’ultimo Consiglio, non è più rimandabile.


Bilancio non approvato: salta il progetto housing sociale

— CESANO MADERNO —
LA MANCATA approvazione del bilancio consuntivo farà saltare a Cesano il progetto di «housing sociale» sostenuto da Regione Lombardia. Lo ha denunciato il sindaco Marina Romanò. «Solo con l’approvazione del bilancio avremmo avuto disponibili i circa 290mila euro provenienti da avanzo di amministrazione per partecipare all’iniziativa di Regione Lombardia. In ballo c’era la possibilità di acquistare 7 appartamenti da mettere a disposizione per situazioni sociali gravi. A Regione Lombardia ho dovuto rispondere che al momento non possiamo partecipare proprio perchè senza l’approvazione del bilancio, quei fondi non sono utilizzabili».
Ga.Bass.



22 Maggio 2011 - Cesano Maderno


Basf cancella la crisi economica. Il fatturato è aumentato del 28%
Presentato il bilancio 2010 della sede italiana del gruppo chimico
di GABRIELE BASSANI

— CESANO MADERNO —
CON UNA CRESCITA di fatturato del 28% rispetto all’anno precedente, per Basf Italia la ripresa è ormai un traguardo consolidato con il bilancio 2010 presentato l’altro giorno da Erwin Rauhe, responsabile del Business center South Europe, che ha sede a Cesano Maderno. Il quartier generale brianzolo dove sono al lavoro 500 dipendenti, dei 1.600 del gruppo in Italia (109.000 in tutto il mondo), si occupa della gestione di 23 società e 33 siti, operanti in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta e Cipro. Il fatturato a terzi 2010 del Gruppo Basf in Italia è stato pari a 2.812 milioni di Euro (+28% sul 2009); un dato estremamente positivo, soprattutto se rapportato alla crescita del prodotto interno lordo del nostro Paese (+1,2%).
«Siamo soddisfatti di questo risultato - ha dichiarato Rauhe - perché in un mercato che ancora risente della crisi globale e in cui permangono numerose incertezze, tutti i nostri segmenti hanno comunque avuto uno sviluppo positivo». Il risultato 2010 è positivo sia per il settore chimico, con una crescita del 23% rispetto al 2009, che per quello non chimico (costituito dai settori combustibili e altro), aumentato del 34%.
IL 2010 di Basf Italia è stato caratterizzato da una serie di operazioni organizzative e strutturali finalizzate ad allargare il giro d’affari e ad ottimizzare costi e servizi, tra queste, le più rilevanti sono la fusione per incorporazione di Ciba Spa con l’inserimento di 438 collaboratori in Basf Italia, la costituzione di Basf Coatings Services Italy Srl, attiva nella distribuzione di vernici per carrozzeria, la cessione dell’impianto produttivo del sito di Burago Molgora ad Alcea Industries e l’acquisto del 100% delle azioni di Cognis Spa che si occupa di materie prime rinnovabili sia nei mercati salute e nutrizione, che in quello dei cosmetici, detergenti e pulizia ed è presente in Italia con un sito produttivo a Fino Mornasco, in provincia di Como con circa 140 dipendenti e un giro d’affari di 120 milioni di euro annui. Per quanto riguarda il primo trimestre 2011, il Gruppo Basf in Italia ha già raggiunto un ragguardevole risultato, con una crescita del +30% nel business chimico mentre il business aggregato Oil & Gas ha subito una lieve flessione (-1%) a causa del forte calo delle forniture di petrolio provenienti dalla Libia.
LA SEDE di Cesano Maderno si sta già preparando per ospitare, il prossimo 11 giugno, il primo evento organizzato da Basf in Italia per l’iniziativa Fabbriche aperte, in occasione dell’anno internazionale della chimica proclamato dall’Onu. 



20 Maggio 2011 - Monza e Brianza


IL CASO: OK AL SUPER DI 40MILA METRI QUADRI VICINO ALLA PEDEMONTANA
L’ipotesi di Sulbiate spaventa tutti i sindaci

LA VOCE si è sparsa rapida. Lo sanno tutti, anche se ancora il centro commerciale di Sulbiate non c’è, esiste solo sulla carta. Ma è sufficiente l’ipotesi per spaventare i negozianti di Vimercate e di tutto il circondario. Come per l’outlet di Arcore, altro spauracchio futuribile. Per quanto riguarda Sulbiate, la Giunta in carica ha approvato un parere positivo. «Niente di vincolante», aveva assicurato il sindaco Maurizio Stucchi, che proprio ieri ha ritirato le deleghe all’assessore all’Urbanistica Luigi Fassina, contrario al progetto insieme alla componente della maggioranza che fa riferimento al Pd. Il disegno prevede un outlet da 40.000 mq nella frazione Cascina Cà, proprio accanto al futuro tracciato della Pedemontana. E qui c’è il nodo della questione. La querelle del centro commerciale è strettamente connessa al destino dell’autostrada. Per il sindaco Stucchi, il via libera all’outlet serve a recuperare risorse (circa 6 milioni di euro) da reinvestire per la realizzazione della galleria. Una posizione contrastata da settori della maggioranza e dalla minoranza di centrodestra. Non solo. Contro il nuovo centro commerciale si sono schierati compatti i sindaci dei Comuni limitrofi, capeggiati dal primo cittadino di Aicurzio Matteo Baraggia, oltre che dai sindaci di Mezzago Antonio Colombo, e di Bellusco Roberto Invernizzi.
M.D.


ARCORE ROSALBA COLOMBO E ENRICO PEREGO VERSO IL BALLOTTAGGIO
Caccia grossa alle alleanze
Corteggiamento serrato del centrosinistra all’Udc
di ANTONIO CACCAMO

— ARCORE —
DIECI GIORNI. Tanto dovranno aspettare gli arcoresi per sapere chi sarà il loro sindaco nei prossimi cinque anni. Il primo turno, a sorpresa, vede in vantaggio di sei punti e mezzo la democratica Rosalba Colombo, sostenuta da tutto il centrosinistra, su Enrico Perego, il candidato di Pdl e Lega Nord. Ora gli sforzi dei due contendenti sono concentrati al ballottaggio del 29 e 30 maggio. Le possibili alleanze da stringere sono con Giuseppe Rositani, Udc e Lavoriano per Arcore, e Alessandro Ambrosini, l’ex berlusconiano, fondatore di Pop Arc.
Di contatti nei giorni scorsi ce ne sono stati. E qualcuno pare potrebbe avere sviluppi positivi, anche se la prudenza è d’obbligo: «Abbiamo un rapporto di preferenza con l’Udc e lavoriamo anche con l’altra lista - Lavoriamo per Arcore - che ha sostenuto Beppe Rositani», spiega Rosalba Colombo. Un’intesa pare possibile: «L’Unione di Centro negli ultimi anni ha fatto opposizione insieme con noi alla giunta di centrodestra. C’è sintonia su alcuni punti di programma. Per quanto mi riguarda, ho una stima personale con Giuliana Perillo, la referente dell’Udc locale. Quello che davvero conta è prendere Arcore e metterla sul binario giusto dopo cinque anni di malgoverno».
Grandi manovre anche sul fronte opposto. Enrico Perego e i suoi fedelissimi sondano da alcuni giorni il terreno. Alcuni approcci ci sono stati: «ho il dovere di sentire i due candidati sindaci per capire se c’è concordanza di idee e di programmi», racconta, aggiungendo «che l’obiettivo è portare a rivotare chi mi ha votato. Facciamo molta leva sul fatto di poter convincere la gente a tornare alle urne, anche quelli che hanno disertato il primo turno».
L’Udc provinciale ha dato libertà a coordinatori locali di decidere con chi, eventualmente, allearsi: «è una indicazione che mi pare la più ragionevole. Ogni comune ha una realtà politica diversa», racconta Antonio Nava, responsabile dell’Udc per la Brianza Vimercatese.
Alessandro Ambrosini, dal canto suo, si dice «pronto a confrontarsi con tutti». Ma avverte: «determinanti saranno la credibilità delle persone e l’adesione al nostro programma». 


VIMERCATE
Meno Pdl e più Lega nel prossimo Consiglio comunale

— VIMERCATE —
IL NUOVO CONSIGLIO ridotto del 20%, per effetto della Finanziaria, sarà formato da 16 eletti, anzichè 20. Il Pd, il partito del sindaco Paolo Brambilla, è il gruppo più numeroso (9 posti), mentre con uno a testa entrano Sel e la civica Comunità solidale. Ai banchi dell’opposizione ci saranno meno uomini del Pdl, che perde 3 consiglieri e si riduce a 2 rappresentanti: i riconfermatissimi Andrea Assi e Alessandro Cagliani. Quest’ultimo, però, si è candidato come indipendente, essendo uno dei fondatori di Noi per Vimercate, e potrebbe ricostituire il suo gruppo. Il partito di Berlusconi perde a tutto vantaggio della Lega: che da zero consiglieri (il leghista Gianantonio Frigerio aveva successivamente aderito alla Lega Lombarda) se ne ritrova due. O forse tre. Potrebbe farne parte anche Elio Brambati, il candidato sindaco del centrodestra. La vera novità è la presenza del grillino Francesco Sartini. Il sindaco Paolo Brambilla ha 8 giorni per riunire il neonato parlamentino: «provvederò la settimana prossima», annuncia. Ed ecco allora il nuovo consiglio comunale. Con l’avvertenza che la composizione potrà cambiare perchè, per statuto, i consiglieri chiamati a fare l’assessore dovranno dimettersi. Maggioranza: Roberto Rampi, Davide Nicolussi, Savino Bosisio, Carla Riva, Giorgio Brambilla, Mariasole Mascia, Daniela Vimercati, Giuseppe Franzosi (tutti del Pd); Ruggero Beretta (Sel); Angelo Villa (Lista Civica Comunità Solidale). Opposizione: Elio Brambati, Claudio Andreoni e Cinzia Nebel (Lega Nord), Andrea Assi e Alessandro Cagliani (Pdl). Francesco Sartini (Movimento Cinque Stelle). Ant.Ca.



22 Maggio 2011 - Monza e Brianza


LISSONE
Fabio Riva lascia il Pdl ma continua a sostenere la Giunta

— LISSONE —
IL PDL PERDE un altro pezzo. Dopo Fabio Riva, uscito qualche mese fa dal partito e passato poi recentemente al gruppo della Lega, venerdì sera anche Giovanni Camarda ha annunciato, in apertura di Consiglio comunale, il suo addio al PdL. Camarda si è dichiarato indipendente, ma la sua fuoriuscita non dovrebbe pregiudicare la tenuta dell’amministrazione: il consigliere ha infatti riconfermato pieno appoggio e fiducia a sindaco e giunta. «La mia è una decisione sofferta, ma politicamente giusta per rispetto verso gli elettori e i lissonesi», ha spiegato Camarda, che ha detto di non condividere più certe posizioni del partito. Per le opposizioni, un’altra prova dello sgretolamento del PdL locale. «Prevedo entro 2 mesi la perdita di un altro consigliere», ha attaccato Ruggero Sala di “Per Lissone Oggi”, mentre Roberto Beretta del “Listone” ha parlato di «un PdL in sfascio».
A minimizzare la fuoriuscita è il capogruppo berlusconiano Massimiliano Cazzaniga. «Ci spiace per la presa di posizione di Camarda, ma il PdL c’è e non si sta disgregando - ha ribattuto -. Non teniamo nessuno controvoglia. Viste le reiterate assenze di Camarda, sia nel partito che in Consiglio comunale, non sentiremo più di tanto la sua mancanza. Certo che se si vuole rispettare la volontà degli elettori bisognerebbe ricordarsi di essere stati candidati nelle file di un partito, e che la gente ha votato quello».
F.L.


Seregno, la Guardia di Finanza torna nell’ufficio tecnico del Comune

— SEREGNO —
LA GUARDIA DI FINANZA è tornata a distanza di pochi giorni nuovamente nell’ufficio tecnico del Comune. Quando le fiamme gialle se ne sono andate si sono portate via il computer di un dirigente del settore. Questa volta i Finanzieri sono arrivati accompagnati dai carabinieri della Polizia Giudiziaria del Tribunale di Monza e si sono soffermati sulla documentazione che riguarda un’area di viale Europa di circa 3000 metri quadri al quartiere S. Carlo, la stessa che già nel gennaio scorso era stata posta sotto sequestro dalla Polizia Provinciale. Il proprietario di quell’area, nonostante nel piano regolatore vigente sia considerata agricola, svolge un’attività di recupero di metalli ferrosi, rottami di veicoli fuori uso. Sul posto furono trovati 5.000 metri cubi di materiale. Il proprietario era stato denunciato per gestione, recupero e smaltimento di rifiuti senza alcuna autorizzazione e per deposito incontrollato degli stessi materiali. In seguito il titolare di questa attività aveva presentato una documentazione per ottenere una sanatoria. Ora il ritorno in municipio della Guardia di Finanza, sempre su ordine del sostituto procuratore Giordano Baggio. M.G


ARCORE VERSO IL BALLOTTAGGIO, FIRMATO L’APPARENTAMENTO UFFICIALE
L’Udc spinge la volata della Colombo
La candidata e la segretaria Perillo: scelta naturale, molti i punti in comune
di ANTONIO CACCAMO

— ARCORE —
ROSALBA COLOMBO, candidata del centrosinistra, incassa per il ballottaggio del 29 e 30 maggio l’apparentamento con l’Udc, partito che al primo turno aveva sostenuto Beppe Rositani insieme con la lista Lavoriamo per Arcore. L’alleanza è stata firmata dalla segretaria dei centristi, Giuliana Perillo. «Stamattina è stato depositato l’apparentamento ufficiale - conferma - È un accordo che non parte da ora. È stato preparato in mesi di lavoro, coinvolgendo sia la base che i vertici del partito. Del resto, con Rosalba la pensiamo allo stesso modo su molte cose. E i rispettivi programmi in molte parti combaciano». La giovane segretaria dell’Udc aggiunge: «Ho ascoltato anche gli esponenti del centrodestra. Ma non abbiamo trovato punti d’incontro».
L’ACCORDO, in teoria, porta in dote alla Colombo un pacchetto di voti che vale il 3,6%. È stato presentato ieri alla presenza di Gigi Ponti, segretario provinciale del Partito Democratico, e Vincenzo De Sena, responsabile enti locali dell’Udc. Rositani, dal canto suo, lascia libertà di scelta ai suoi elettori, ma in una nota fa sapere che, lui, voterà «sicuramente la Colombo». La candidata del centrosinistra considera «una scelta naturale e responsabile quella che hanno preso l’Udc e Beppe Rositani. Fin da subito hanno deciso di lavorare come alternativa a chi ha governato Arcore. Nella nostra cittadina infatti c’è una voglia di cambiamento fortissima per lasciarsi alle spalle gli ultimi cinque anni». Enrico Perego, portato al ballottaggio dalla coalizione Pdl, Lega Nord e lista civica Arcore Incontro, fa la corte ad Alessandro Ambrosini, l’ex pidiellino in corsa solitaria (7,5% di consensi) al primo turno con la lista civica Pop Arc. Nell’attesa, oggi al centro Sant’Apollinareo incontrerà il Comitato contro l’impianto di betonaggio Doneda. All’evento parteciperanno i vertici provinciali del Pdl: Elena Centemero e Roberto Alboni. In aiuto di Perego, che deve recuperare più di 6 punti e mezzo sulla Colombo, corre anche il presidente della provicia Dario Allevi.
«ABBIAMO voluto questo incontro - spiega Elena Centemero, coordinatore provinciale del Popolo della Libertà - perché vogliamo che i cittadini capiscano la linea politica del Pdl, della Lega Nord e del candidato Enrico Perego sulla questione. Una linea politica di assoluta fermezza nel dire no alla costruzione dell’impianto». «Il no all’impianto di bitumi - dice Perego - è un no senza se e senza ma e ringrazio l’onorevole Centemero per essersi fatta garante di questa iniziativa».


Arriva l’autostrada Pedemontana e l’asparago rosa finisce asfaltato
Il sindaco Colombo lancia l’allarme: «Scomparirà il 40 per cento dei campi»
di ANTONIO CACCAMO

— MEZZAGO —
«PERDEREMO più del 40% dei terreni. Dovremo trovare nuovi campi per le asparagiaie». Il sindaco di Mezzago Antonio Colombo lancia la missione-salvataggio dell’asparago rosa di Mezzago. La Pedemontana passerà sopra questo grazioso ortaggio che si coltiva esclusivamente a Mezzago. Gli agricoltori interessati dal tracciato perderanno molti campi coltivati.
Dovranno trovarne degli altri. Ma dove? I terreni agricoli non mancano. Ma dovranno convincere chi li ha ad affittarli. Cosa più facile a dirsi che a farsi: «La vita media di un impianto è di dieci anni. Bisogna trovare proprietari disposti a sottoscrivere un contratto d’affitto di lunga durata», spiega il primo cittadino che ha creduto nel rilancio di questa coltivazione tipica di Mezzago. Inizialmente è nata una cooperativa agricola, seguita da altre aziende agricole guidate da giovani imprenditori. Oggi la produzione occupa circa 12 ettari. È una piccola realtà, ma estremamente vitale.
Il Comune vuole proteggerla. Per questo nel nuovo Piano di governo del territorio ha mantenuto l’originale destinazione dei terreni agricoli. Anche il parco del Rio Vallone e la Provincia sono corsi in aiuto ai minuscoli tuberi che diversamente da quanto avviene nel resto d’Italia, dove sono verdi o bianchi, qui hanno la testolina rosa, caratteristica dovuta alla particolare tecnica di coltivazione e alla composizione del terreno. L’anno scorso sono stati censiti i terreni adatti a ospitare le nuove asparagiaie. «Purtroppo questi ortaggi necessitano di un terreno molto particolare per poter essere coltivati e bisogna prima trovarlo e poi prepararlo a ospitare i preziosi tuberi», ha spiegato Antonio Varisco, presidente del parco del Rio Vallone.
QUEST’ANNO la produzione basterà per la vendita diretta nelle aziende agricole mezzaghesi, per il ristorante della sagra dell’asparago partita fine aprile e per i ristoranti della zona che non rinunciano a cucinare questa autentica prelibatezza che gode del marchio Deco (Denominazione Comunale d’Origine). Sarà sacrificata la grande distribuzione.
Il discorso della coltivazione dell’asparago rosa si ricollega alla necessità di proteggere l’agricoltura brianzola, che può contare su altre eccellenze come la patata di Oreno: «I campi coltivati sono un patrimonio di grande valore ambientale, culturale e paesaggistico. Il fatto che l’agricoltura sia una cenerentola fra le attività produttive della provincia di Monza e Brianza non deve far pensare che sia un orpello inutile o una cosa sacrificabile», ragiona Varisco.
TRA I PRODOTTI a «km zero» anche la polenta fatta con il granoturco brianzolo. Gruppi di acquisto solidale, Parco del Molgora, panettieri e agricoltori hanno recuperato la produzione di particolari tipi di grano che serve a produrre birre locali o per il pane biologico. La mungitura del latte negli allevamenti locali ha favorito la nascita di piccoli caseifici.


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