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Focus: la Caduta di Desio (parte 1)

mercoledì 1 dicembre 2010 | ,

Il Sindaco di Desio Giampiero Mariani
Nell'ultima settimana la crisi politica che ha colpito la maggioranza Lega-Pdl a Desio ha trovato ampio spazio su quotidiani e televisioni nazionali. La vicenda rischia di avere risvolti anche sulla stabilità di altre Giunte di centrodestra nelle città limitrofe e potrebbe rappresentare l'inizio di una potenziale reazione a catena capace di sconvolgere la geografia politica dell'intera Brianza (e non solo).

Ripercorriamo quindi le tappe della Caduta di Desio per meglio comprendere quanto sta succedendo e quanto potrebbe succedere come conseguenza, di qui a poco, a anche Cesano Maderno.

Tutto ha inizio con l'Operazione Infinito, salita alla ribalta della cronaca nazionale il 12 Luglio 2010. Si veda ad esempio il Corriere della Sera del 13 Luglio:

“ [...] Un duro colpo alla mafia più difficile da infiltare da parte degli investigatori. Maxi blitz di carabinieri e polizia contro la 'ndrangheta: 304 sono state arrestate in diverse parti d'Italia per vari reati, tra i quali il tentativo di infiltrarsi negli appalti per l'Expo 2015 a Milano, come d'altronde era già emerso da più di un anno. Si tratta della più imponente operazione di questo tipo degli ultimi anni.”

Il contraccolpo sulla politica Lombarda è immediato e durissimo, perchè leggendo le carte dell'inchiesta spuntano nomi di molti politici di spicco del Pdl. Per non essere tacciati si faziosità, proponiamo la lettura di due articoli da una fonte “non sospetta” (primo e secondo articolo) da cui estraiamo alcuni passaggi cruciali:

“ ... la ’ndrangheta - la più efficiente e tenace delle nostre mafie - in Lombardia non ha avuto alcun bisogno di infiltrarsi o camuffarsi. Perché gli uomini del clan sono stati accolti a braccia aperte, aiutati, riveriti, assunti, promossi, candidati in ogni ambito della società lombarda: nell’economia, nella politica, nelle istituzioni. Porte aperte alla ’ndrangheta, nell’operosa terra di Lombardia. […] A volte, sottolinea Gennari, «la risposta del soggetto istituzionale di riferimento si presenta incredibilmente spregiudicata». Come nel caso di Antonio Oliverio, Emilio Santomauro, Guido Nardini, Massimo Ponzoni. […] E poi c’è Massimo Ponzoni. L’ex assessore regionale è - secondo il gip - «parte del capitale sociale dell’organizzazione, indipendentemente e da prima dell’ingresso di Perego e delle sue relazioni». Ponzoni viene indicato, in un colloquio tra Salvatore Strangio e Pasquale Nocera (entrambi arrestati ieri), come il personaggio giusto al quale rivolgersi per sostenere la candidatura alle elezioni a un soggetto gradito ai calabresi.”

Ed in particolare su Massimo Ponzoni, desiano, grande protagonista della politica Brianzola (nonché, lo ricordiamo, coordinatore della campagna elettorale dell'attuale Sindaco leghista di Cesano Maderno, Marina Romanò) possiamo ulteriormente leggere sul Cittadino online del 13 Luglio:

“... i nomi dell'ex assessore regionale all'ambiente Massimo Ponzoni (Pdl), dell' esponente dell'Udc (ex An) Emilio Santomauro e di Guido Nardini, che partecipò alle elezioni comunali di Cinisello Balsamo per il Pdl. Sono stati definiti dal giudice ''politici avvicinati dal gruppo e coinvolti in un rapporto sistematico di cointeressenze''. Le relazioni con i politici altro non sarebbero che parte di quello che il pm, nella richiesta di misura cautelare definisce “capitale sociale dell'organizzazione criminale''.”

Immediatamente le reazioni nei Comuni brianzoli non si fanno attendere, in particolare a Desio. Possiamo leggere nella nostra Rassegna stampa del 15 Luglio, in un articolo preso dal Giorno – Monza e Brianza:


“... a Desio, dove in queste ore la tensione è alle stelle. In un passaggio dell`ordinanza dove viene delineato il «locale» di Desio, ad esempio, spunta il nome di Nicola Mazzacuva, del Pdl, presidente del consiglio comunale. A lui fa riferimento Candeloro Pio, uno dei primattori della cosca desiana, in una conversazione telefonica con Giuseppe Sgrò, intercettata dai carabinieri prima dello scorso periodo elettorale: «Parlo io con Mazzacuva», dice Pio, che in seguito lo definisce «amico dottore», mentre parla sia di Desio che di Cesano (i due Comuni dove la cosca vuole cercare di infiltrarsi pesantemente, si fa cenno anche a Paderno), di liste, di «andare a trovare tutti» […] In un passaggio spunta un altro esponente politico del Pdl desiano, adesso anche provinciale, come Rosario Perri, verso il quale un altro personaggio chiede, attraverso Candeloro Pio, un'azione violenta. Ma la richiesta viene negata perché Perri è «appoggiato» da persone evidentemente di rispetto.”
Il personaggio che “chiede” il pestaggio di Perri, si apprende, è Natale Marrone, coordinatore vicario del Pdl di Desio, dove è anche consigliere Comunale di maggioranza. Abbiamo quindi Ponzoni, Mazzacuva, Perri, Marrone. I nomi del Pdl desiano coinvolti nell'inchiesta cominciano ad essere tanti e soprattutto “pesanti”. Vediamo cosa dichiara un ex-esponente della maggioranza di centrodestra al riguardo (sempre dallo stresso articolo)
“... «Io l`avevo denunciato in una lettera del settembre 2008», ricorda adesso Marco Bossi, ex presidente del consiglio comunale fuoriuscito tempo fa dalla Lega Nord: «Desio è da sempre in mano ai clan calabresi - aveva scritto, inascoltato -. Possibile che da sempre ci inchiniamo per non vedere? Per non cambiare?». Desio ma anche Cesano, come detto: «Va bene, almeno lavoriamo, va bene...», diceva Saverio Moscato commentando la vittoria elettorale di Marina Romanò.”

La situazione, insomma, è destinata ad esplodere..

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Focus: la Caduta di Desio (parte 2)

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Massimo Ponzoni, figura di spicco nel Pdl di Desio
Continua da Focus: la Caduta di Desio (parte 1)


Vista la situazione, sembrerebbe inevitabile attendersi un passo indietro da parte di qualcuno dei “chiaccherati” protagonisti. Ed è qui che iniziano i problemi per Desio, come apprendiamo infatti da questo articolo del Cittadino online del 19 Luglio 2010:



“ … Prima ha negato, ora ammette ma liquida quanto accaduto con estremo candore; secondo i pm, che hanno intercettato una sua telefonata, avrebbe chiesto a un affiliato della «locale» dell'ndrangheta desiana, Pio Candeloro: «di esperire un'azione violenta nei confronti di Rosario Perri, all'epoca capo area tecnica del Comune». “Oggi Natale Marrone, probabilmente «convinto» dal suo partito, ha inviato un comunicato stampa con il quale annuncia le dimissioni da coordinatore vicario del Pdl cittadino, ma non da consigliere comunale. «Sono profondamente dispiaciuto per quelle espressioni involontarie ed incontrollate - scrive Marrone - Perciò con animo e coscienza sereni, desidero rimuovere ogni causa di pregiudizio od imbarazzo del Partito politico cui appartengo e, pur non indagato, rassegno le mie dimissioni da coordinatore vicario del PDL cittadino. Rispetto alla istituzione del Consiglio Comunale ritengo opportuno rinunciare alla mia carica nel collegio di segreteria. Continuerò ad onorare il mandato elettorale ricevuto dai cittadini Desiani ed a svolgere, con rinnovata convinzione, il mio ruolo di consigliere comunale avendo come unico mandato la tutela degli interessi della mia città».”

Marrone si dimette da coordinatore cittadino del Pdl a Desio, ma non da consigliere comunale. La scelta non piace alla Lega Nord (e neppure a molti esponenti dello stesso Pdl desiano) e spinge il carroccio a disertare i Consigli Comunali del 22 e 23 Luglio, adducendo a motivazione del gesto la necessità di

“ ... un momento di riflessione. La nostra città ha bisogno di un'Amministrazione scevra da dubbi e sospetti, di un clima di reciproco rispetto; purtroppo però alcuni recenti fatti hanno invece insinuato il dubbio che non sia così. [...] La Lega Nord è e vuole essere garante di pulizia e trasparenza guardando come sempre all'unico interesse che ci muove in politica: il bene della nostra città e di chi in essa vive”

Il sindaco Giampiero Mariani, nonostante tutto, decide di far svolgere comunque il Consiglio, che il giorno 22 però salta a causa della mancanza del numero legale, in quanto si registra l'assenza, oltre che dei consiglieri della Lega, anche di quelli del Pdl (con l'eccezione del Presidente del Consiglio Comunale Nicola Mazzacuva). Presenti invece i rappresentanti della Lista Civica del Sindaco, Desio 2000, il consigliere Udc e tutta la minoranza.

Tra le proteste dei cittadini presenti in aula, si apprendono anche le motivazioni (piuttosto tardive) che hanno portato anche il Pdl a disertare la seduta:

“ ... In questo momento partecipare in modo responsabile alla vita politica ed istituzionale di Desio implicava la necessità di valutare ed approfondire alcuni punti all'ordine del giorno del Consiglio Comunale di giovedì 22 Luglio 2010, in particolare il punto relativo alla variazione di bilancio.”


La maggioranza di fatto si spacca in tre parti: da un lato il sindaco e la sua lista civica, che presenziano come se nulla fosse al Consiglio comunale, dall'altro la Lega Nord che diserta per motivi legati alle inchieste giudiziari, e chiede un segnale di discontinuità, e da ultimo il Pdl che, in maniera abbastanza surreale, non partecipa ai lavori perchè si “accorge” di non avere le idee chiare su una variazione di bilancio.

Si passa alla seduta del giorno successivo, ma anche in questo caso manca il numero legale e tutto viene rimandato a dopo le vacanze. Da sottolineare che questa volta manchino all'appello anche gli stessi consiglieri della lista civica Desio 2000. Nel frattempo l'opposizione di centrosinistra passa al contrattacco chiedendo le dimissioni del Sindaco Mariani

“ ... chiedono le immediate dimissioni del sindaco e della giunta in quanto non più garanti della legalità e credibilità che devono caratterizzare un'amministrazione che voglia rappresentare la nostra città.”

Questa richiesta, come vedremo, rimarrà inascoltata. Con settembre terminano le vacanze e la situazione a Desio si surriscalda nuovamente. Si inizia con il Consiglio Comunale del 2 Settembre, durante il quale la clamorosa lettera firmata da Natale Marrone, in cui sancisce il suo allontanamento dal gruppo del Pdl, scatena un autentico putiferio. Nella missiva infatti Marrone lancia pesanti accuse e ipotizza gravi irregolarità, chiedendosi

“ ... il perché politico di importanti scelte della passata amministrazione su modificazioni urbanistiche che non possono essere giustificate dalla necessità da parte del comune di incassare qualche milione di euro per risanare il bilancio; risposte su altre scelte del PGT che hanno portato al sequestro di numerose pratiche da parte dell'autorità giudiziaria e le risposte che riguardano i meccanismi e le scelte amministrative che hanno generato le difficoltà finanziarie in cui il comune attualmente versa.” […] Queste risposte, se si vuole davvero dare un segnale di discontinuità, qualcuno dovrà darle: non tocca a me, non posso perché non so e non c'ero; certamente toccherebbe intanto al Sindaco. Ed ancora tocca al Sindaco spiegare se e quali sono stati i tentativi od i reali condizionamenti poco chiari e poco legali che hanno orientato l'amministrazione negli ultimi 5 anni: non si può pensare di essere credibili dichiarando semplicemente che l'amministrazione è pulita. Se lo è e lo spero, bisogna dimostrarlo con fatti e scelte di discontinuità chiare e comprensibili a tutti. Tocca anche al consiglio comunale tutto, ed io, come spiegherò meglio appresso, resto in consiglio comunale anche per questo, vigilare attentamente sulle scelte future, con particolare riguardo alle alienazioni che il comune va operando, per evitare di scoprire, magari dopo, che alcune di esse sono state fatte per pagare conti elettorali sospesi.”

La reazione del Sindacotestualmente “Parla proprio Marrone, che ha la fedina penale sporca”. Nel frattempo, si scatena la bufera quando lo stesso Mazzacuva dichiara che “Ci sono altri consiglieri comunali, non solo Marrone, che hanno precedenti penali”. La Lega Nord, subito seguita dall'opposizione di centrosinistra, chiede che siano pubblicati i casellari giudiziari di tutti i consiglieri comunali, richiesta che viene bocciata in quanto “violazione della privacy”.

Nei giorni successivi saltano svariate riunioni di maggioranza, sedute di Giunta e persino gli incontri con i vertici provinciali di Lega e Pdl per cercare di risolvere la questione. La Lega chiede ancora al resto della maggioranza un segnale di discontinuità (rimpasto di Giunta e dimissioni dei Consiglieri coinvolti nell'inchiesta), ma questa sorta di ultimatum sembra restare inascoltato. Il clima tra pidiellini, leghisti e Sindaco è sempre più pesante e comincia a prendere corpo l'ipotesi di una rottura insanabile.

Si arriva quindi al 27 Settembre, quando la Lega di fatto chiude le porte ad ogni possibile soluzione dichiarando che:

“ … non parteciperà più ai lavori della maggioranza consigliare e della Giunta. Il segnale di discontinuità atteso dal nostro Movimento e richiestoci dalla cittadinanza a seguito dei gravissimi fatti registratisi non c'è stato.”
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Focus: la Caduta di Desio (parte 3)

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Continua da Focus: la Caduta di Desio (parte 2)

Il Sindaco, il 29 Settembre, ormai sempre più preso tra due fuochi, cerca di correre ai ripari e annuncia una revoca delle deleghe e una nuova configurazione della giunta, ma la mossa non sortisce gli effetti sperati, anzi. Pensata per accontentare la Lega, finisce per far andare su tutte le furie il Pdl, che il 30 Settembre annuncia che diserterà il Consiglio Comunale in programma la sera stessa. Anche in questo caso le motivaizioni appaiono perlomeno surreali:

“ Come nel mese di luglio, il Popolo della Libertà, giovedì, non prenderà parte al Consiglio Comunale che prevede ben 16 punti all'ordine del giorno, punti che possono e debbono essere affrontati con tempi più distesi.”

Sempre nello stesso comunicato il Pdl, ed è molto importante notarlo qui, riconferma la fiducia nei confronti dei propri assessori in Giunta:

“ Apprezziamo il lavoro svolto fino ad ora da alcuni nostri assessori: visure catastali storiche e piano delle alienazioni, a sostegno della trasparenza ”

E' chiaro quindi quello che sta succedendo: la Lega chiede un rimpasto, a cui si oppone il Pdl. Stretto tra i due fuochi, il Sindaco Mariani decide di accontentare in parte la Lega, mandando su tutte le furie il Pdl (che, molto fumosamente, continua a ritenere necessario un "ricambio culturale", e non di uomini, nella Giunta di Desio). D'altra parte questa mossa si rivelerà un flop anche nel suo intento principale, riavvicinare il carroccio.

La sera del 30 Settembre, quindi, la seduta del Consiglio Comunale salta di nuovo. Ancora una volta il Sindaco viene ricoperto di insulti da parte del pubblico presente in aula, mentre si vocifera che progetti di mollare Lega e Pdl, azzerare la Giunta e presentarsi in aula per chiedere la fiducia. Atto porterebbe ad una bocciatura certa ed a nuove elezioni, da affrontare a questo punto da solo.

Intanto tra Pdl e Lega il matrimonio è definitivamente finito, come dichiara il Movimento dei Giovani Padani. Successivamente, il 17 Ottobre, i tre assessori leghisti della Giunta Mariani si dimettono dalla Giunta, dichiarando ancora una volta, e molto chiaramente, che “l'alleanza a Desio è terminata”. A rispondere a questa mossa ci pensa direttamente Massimo Ponzoni, il 18 Ottobre, che, sebbene non sia più coordinatore del Pdl a livello provinciale (proprio a causa delle inchieste in cui è indagato), resta una figura di spicco per la politica desiana (infatti è anche per questo motivo che la Lega chiede una “discontinuità” al Pdl cittadino, proprio perchè prenda le distanze da questi personaggi). Ponzoni sostiene che

“ Il Carroccio non può pretendere dal Pdl un cambio di uomini. In base a che cosa? Se i leghisti pensano che qualcuno del nostro partito abbia sbagliato e che tra di noi ci sia qualche delinquente, lo dicano chiaramente, facendo nomi e cognomi. Altrimenti, meglio non parlare. […] Piuttosto, la Lega pensi ai suoi uomini, non ai nostri. Noi non abbiamo mai preteso cambi di esponenti del Carroccio”


Intanto il Sindaco, viste le dimissioni dei tre assessori leghisti e quindi il fallimento della sua stessa apertura ad un rimpasto, fa trapelare l'ipotesi di dimissioni, mentre la Lega torna a partecipare ai lavori del del consiglio presenziando alla riunione dei capigruppo. Inizia ad essere chiaro che, sebbene sia assodato che la legislatura è arrivata al capolinea, nessuno voglia restare “con il cerino in mano”, essendoci ancora un bilancio da approvare e lo spettro del commissariamento qualora non si riuscisse.

Si arriva dunque al Consiglio del 25 Ottobre: il bilancio viene approvato, più per timore delle varie parti in gioco di vedersi addossato, in campagna elettorale, il commissariamento del Comune, che per una rinnovata concordia nel centrodestra. La situazione della Giunta, infatti, sembra ormai disperata. Mentre proseguono le inchieste sugli esponenti del Pdl locale, il Sindaco cerca di scongiurare la fine della legislatura (evidentemente da già cambiato idea riguardo alle sue dimissioni), in un comunicato del 5 Novembre, che fa seguito a una verifica all'interno del Consiglio Comunale portata avanti da Nicola Mazzacuva:

“... ricognizione che conferma un diffuso senso di responsabilità che porta la maggioranza del Consiglio comunale, il Sindaco e l’attuale giunta ad allontanare la via delle elezioni anticipate come soluzione alla crisi. L’invito rivolto al consiglio comunale a valutare l’autoscioglimento, e respinto dalla maggioranza dei consiglieri, concorre alla valutazione, condivisa, che la città di Desio non può permettersi il vuoto amministrativo lasciando ferme e irrisolte le tante questioni che necessitano di un chiarimento e di decisioni”

D'altra parte le dichiarazioni del Senatore brianzolo Cesarino Monti, leghista, lasciano poco spazio alle interpretazioni

“ Visto che in Brianza siamo al Governo in coalizione, dobbiamo dare una mano per aiutare la parte buona del Pdl... perché se ci sono sospetti, non facciamo più alleanze … a Desio è in atto un parto difficile”

Una dichiarazione piuttosto chiara..

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Focus: la Caduta di Desio (parte 4)

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Giampiero Mariani Sindaco di Desio
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Qualcosa dunque si sta muovendo ai “piani alti” e il sospetto che le decisioni prese a Desio possano essere “ispirate” non tanto alle esigenze della città quanto a logiche nazionali si fa concreto leggendo quanto riportato dai giornali nelle cruciali giornate del 22 e 23 Novembre. Abbiamo visto come la volontà della Lega desiana, espressa in parte già a Luglio, sia quella di chiudere l'alleanza e far saltare l'amministrazione comunale. Viene da chiedersi che cosa stiano aspettando.. Che la situazione non sia più rimediabile è chiaro, per esempio, dall'articolo che troviamo sul Giorno – Monza e Brianza del 22 Novembre, dal titolo emblematico "Giunta Mariani al capolinea":

“ ... domani potrebbe essere il momento della svolta, cioè della caduta. Non è da escludere, infatti, che di prima mattina un folto manipolo di consiglieri comunali si presenti in municipio e decida di consegnare le proprie dimissioni. Se ne arrivano 16, la “casa”, sempre più dalle fondamenta d’argilla, crolla. Chiaro che gli 11 del centrosinistra non vedono l’ora, e a loro potrebbero aggiungersi anche i sei leghisti [...] «Non si può continuare a collaborare con persone con cui la fiducia si è rotta», ha scandito a chiare lettere il segretario [della Lega] Ettore Motta, dimessosi da vicesindaco insieme agli ex assessori Antonio Zecchin e Francesca Manzotti. «Se fosse stato uno della Lega ad essere chiacchierato - ha fatto eco il consigliere Elvio Gabani - un minuto dopo sarebbe stato fuori».”

Il giorno seguente, però, le dimissioni non arrivano. Leggiamo infatti, sempre sul Giorno – Monza e Brianza “Consiglieri pronti a lasciare. La Lega dice no”:

“ Erano tutti pronti: con il vestito della «festa» stirato, i capelli ben lisciati, i denti sbiancati per un maxi sorriso. Avevano tutto pronto: carte e firme alla mano, forse la macchina fotografica per immortalare il momento. «Vieni, vieni», il passaparola, per non far perdere un momento così importante. Poi, il fulmine, inaspettato, anche se era già tempesta... «Stop!», è stato il diktat che a poche ore dal D-day è giunto dal vertice del Carroccio verso la base, cioè verso i consiglieri comunali che non vedevano l’ora di prendersi per mano con i colleghi del centrosinistra e recarsi ieri mattina in municipio per presentare le proprie dimissioni. «Tutti puntuali, alle 9, mi raccomando», era l’accordo che domenica sera intorno alle 22 è stato fatto saltare per l’improvvisa irruzione del segretario nazionale Giancarlo Giorgetti, «aspettiamo, parliamone, capiamo», il succo del discorso. […] il segretario Ettore Motta: «Il Nazionale ha bloccato tutto - racconta prima di andare in via Bellerio, dove ieri sera era in programma un vertice con Giorgetti e il segretario provinciale Dionigi Canobbio - ma per noi è solo rimandato. Ribadiremo che non ci sono le condizioni per andare avanti.”

Da dove arrivino le pressioni che hanno portato a questo stop improvviso non è difficile immaginarlo, ma quello che è interessante notare è quale tipo di ritorsione il Pdl minacci nei confronti della Lega se oserà far saltare la Giunta di Desio. Dal Giorno – Monza e Brianza del 23 Novembre:


“ I vertici berlusconiani hanno subito contattato gli omologhi lumbard, mettendoli in guardia: «Se non riuscite a tenere a bada la vostra sezione di Desio, potrebbe capitare, ad esempio, che noi non riusciremo a tenere a bada i nostri a Cesano...». Dove, guarda caso, il sindaco è leghista. E via dicendo, nei Comuni chiave della Brianza. Da qui, i tentennamenti padani.”

Potrebbe capitare che non riusciremo a tenere a bada i nostri a Cesano e, presumibilmente, in altri Comuni. Ecco quindi il fulcro della questione: l'alleanza Lega – Pdl in Brianza (ma non solo) si regge non su una comunanza di politiche e idee, ma semplicemente sulla convenienza elettorale e su un accordo letteralmente calato dall'alto. Da Roma, per essere più precisi. Totalmente in barba alla presunta autonomia locale che il carroccio sbandiera ai quattro venti da così tanto tempo, una sezione cittadina non può prendere la decisione di rompere un'alleanza locale senza scomodare l'intervento addirittura del coordinatore nazionale del partito. Poco importa che la pressione, vedremo, non vada a sortire effetto: quello che risulta è che i vertici nazionali della Lega sconfessano nei fatti gli stessi principi a cui dicono di ispirarsi. Ma d'altra parte non è la prima volta e non sarà neanche l'ultima.

Purtroppo per Giorgetti, però, i consiglieri comunali leghisti (evidentemente in un sussulto di autonomismo), passati tre giorni si dimettono lo stesso. E' il mattino del 26 Novembre, ed, insieme a quelle di tutta l'opposizione, le loro dimissioni fanno decadere il Consiglio Comunale di Desio. La città viene quindi costretta a tornare alle urne in primavera, a neanche un anno di distanza dalla ultime Amministrative, mentre sulla stampa locale e nazionale impazza la notizia del primo Comune lombardo caduto “per infiltrazioni della 'ndrangheta”.

Ricordiamo, per tornare a noi, che, la sera prima delle dimissioni a Desio, si è scatenato il putiferio anche nel Consiglio Comunale di Cesano Maderno, come abbiamo ampiamente riportato. Spaccatura nel Pdl, maggioranza sempre più in bilico (oltre che in imbarazzo).

La vicenda di Desio avrà dei risvolti anche su Cesano, come minacciato dal Pdl pochi giorni fa?

Non dovremo attendere molto per scoprirlo: la prossima seduta del consiglio è fissata per domani, Giovedì 2 Dicembre, e se la maggioranza non sarà in grado di eleggere il nuovo presidente del Consiglio Comunale (per l'ennesima volta) sarà chiaro a tutti che anche qui l'alleanza Lega-Pdl ha i giorni contati.

Nel frattempo, per dare un'idea del clima all'interno del centrodestra (che per forza di cose influenzerà gli stessi partiti anche nei comuni limitrofi), riportiamo in link qualche esempio dello scatenarsi di reciproche accuse tra Lega e Pdl, mentre Desio viene citata anche da Roberto Saviano come esempio di “dialogo” tra ndrangheta e Lega Nord. Massimo Ponzoni, inoltre, imputa alla Lega la responsabilità di quanto accaduto e aggiunge

«Vedremo alle elezioni di marzo. [...] Ognuno si prenderà le responsabilità delle azioni che ha fatto. Ricordo che dieci anni fa ero consigliere comunale a Desio ed era stato sfiduciato un sindaco della Lega alla guida di una giunta monocolore. E’ il bello della politica».

Insomma, la campagna elettorale è già iniziata. Rimane una domanda a cui solo gli eventi dei prossimi giorni potranno dare risposta: la Caduta di Desio innescherà una reazione a catena in grado di mettere a rischio le altre amministrazioni brianzole di centrodestra?


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